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In conversation with LUCA NICHETTO

Boundless visions

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Luca Nichetto

In quello che ormai è considerato il “Light District” della Milano Design Week, tra Corso Monforte e dintorni, in occasione della Milano Design Week 2026, il designer veneziano Luca Nichetto cura la direzione artistica dell'installazione “Chapter One” di Barovier&Toso, la storica azienda di Murano che è stata anche una delle ultime tappe della Leadership Academy di Marcolin. E presenta le sue nuove collezioni in vetro, create in collaborazione con designer internazionali.

di Redazione

In che modo Murano, il luogo in cui è nato e cresciuto, ha plasmato il suo percorso creativo e professionale?

«Murano ha indubbiamente plasmato il mio percorso creativo: crescere su quest’isola significa essere immersi nei gesti, negli strumenti e nei materiali, comprendere il valore del gesto, l’importanza e il rituale del fare e la capacità di trasformare la materia. Oggi, più che mai dopo 25 anni, mi sento ancorato a questo lato delle mie radici: con Nichecraft, creazioni indipendenti firmate dal mio studio, ho voluto riportare al centro la creatività e la dimensione umana del progetto».

Nel corso della sua carriera è stato Art Director per numerosi marchi di design internazionali, ha tenuto lezioni e workshop in diverse università e le sue opere sono state esposte in tutto il mondo. Cosa significa per lei il design oggi?

«Il design è una forma d’arte applicata concepita per essere prodotta in serie, numerata o meno, sempre con significato e intenzione. Significa assumersi dei rischi per creare qualcosa di nuovo e inaspettato, esplorando la creatività in tutte le sue dimensioni. Ogni progetto dovrebbe essere concepito con cura, realizzato con intenzione e destinato a durare, poiché la creatività è un modo per costruire connessioni».

Tra le tante cose, qualche anno fa ha anche creato un paio di occhiali: cosa la affascina di questo accessorio che unisce design e visione? E come immagina potrebbe evolversi?

«Progettare degli occhiali è stata un’esperienza unica, anche perché ho affrontato quel modello in modo personalizzato, affinché si adattasse perfettamente al mio viso. Design, scelta dei materiali ed estetica del colore contribuiscono insieme a creare un oggetto che non veste una parte della casa ma una parte del corpo. Anche in questo caso, sono progettati con cura, realizzati con intenzione e destinati a durare. Parliamo di un settore il cui sviluppo, dopo gli occhiali intelligenti, è davvero imprevedibile, ma credo che l’evoluzione tecnologica darà ancora più valore al know-how che sta alla base di questo ambito».