cambio lingua

Seleziona la lingua desiderata

Error label*

Photo: Press Office

Tell me a story

Back to stories

about

Marcolin: una storia lunga 65 anni

Presente in 125 Paesi, con 15 filiali sparse per il mondo, quotata in borsa dagli anni Novanta e in grado di produrre due milioni di occhiali l’anno con la stessa cura artigianale di quando ne produceva poche centinaia. È l’identikit di Marcolin, la multinazionale di Longarone che, quest’anno, celebra i 65 anni dalla sua fondazione. Un compleanno importante e l’occasione giusta per ripercorrere alcune tappe significative della sua storia: quelle degli esordi.

di Redazione

L’anno della fondazione

Ce ne siamo dimenticati ma, all’inizio degli anni Sessanta, il nostro era letteralmente un altro Paese. Dopo acqua ed elettricità, nelle case cominciavano a entrare i primi elettrodomestici, la Fiat aveva messo in produzione la 500 e l’Autostrada del Sole era ancora in costruzione. Erano gli anni del boom economico, un momento straordinario di crescita e opportunità in cui l’economia iniziava a cambiare fisionomia, non più basata sull’agricoltura, e le fabbriche artigiane del Veneto diventavano protagoniste dello sviluppo industriale del Paese. Nasceva così il “Distretto veneto dell’occhialeria”, il contesto ideale per mettersi a produrre per conto terzi aste e componenti per gli occhiali. Comincia proprio così, con un macchinario impiantato in cantina e l’aiuto della moglie, l’avventura di Giovanni Coffen Marcolin che, nel 1961, fonda in Cadore la sua “fabbrica artigiana”.

La nascita dell’azienda

Sfogliando i primi capitoli della storia di Marcolin, si comprende subito quale è stato il primo punto di forza di Giovanni Coffen Marcolin: aver saputo intercettare i segnali di cambiamento di un mondo in cui diventava fondamentale proporre prodotti d’eccellenza e innovativi. Uscendo però dai confini della “fabbrica artigiana”. È così che, nel 1964, nasce «Marcolin occhiali doublé». Non più piccola realtà a conduzione famigliare, ma grande azienda che dà lavoro a decine e poi centinaia di operai del posto e che si fa conoscere dal grande pubblico anche attraverso la pubblicità, sponsorizzando alcune gare di sci a Cortina (poi verranno le campagne sui giornali e in tv). Da quel momento il successo di Marcolin continua a crescere finché, tre anni più tardi, l’azienda si allarga e cambia sede: prima a Vallesella di Cadore, poi -nel 1980- a Longarone, dove tutt’ora si trova il suo headquarter, oggi affiancato dal nuovo stabilimento in località Fortogna.

 

La vocazione internazionale

Il secondo punto di forza di Marcolin? Aver subito guardato oltre i confini nazionali. Il 1968 è l’anno del debutto dell’azienda sul mercato internazionale, a partire da quello americano, commercializzando i suoi prodotti attraverso una rete di otto distributori. Poi, pochi anni dopo, in Francia dove, nel 1976 apre una filiale, seguita in poco tempo da quelle svizzera e tedesca. E sempre tenendo rapporti diretti e personali con tutti i collaboratori, come il fondatore faceva con la sua piccola attività in Cadore. Perché è proprio da quel particolare contesto culturale e geografico delle sue origini, culla della migliore tradizione manifatturiera italiana, che oggi possiamo comprendere davvero il successo di Marcolin. Un’azienda capace di coniugare l’eccellenza artigianale alle tecnologie avanzate e alla ricerca di materiali e design. Le qualità che, anche oggi, tutto il mondo ci invidia.

  • Boundless visions of Zhang Hongyang

    Tecniche antiche e libertà contemporanea. Si muove tra questi due poli Zhang Hongyang, celebre artista nata a Suzhou nel 1988 che, dopo una solida formazione nella pittura tradizionale cinese si è specializzata nella pittura paesaggistica. Oggi le sue opere sono esposte in molte istituzioni prestigiose, come Ia Shanghai Yuanqu Gallery e, in occasione del Capodanno cinese 2026, ha collaborato con Marcolin per creare un’opera ispirata all’animale simbolo dello zodiaco dell’anno: il Cavallo di Fuoco.

    di Redazione

  • Boundless visions of Jordan Keys e Alessandro Melis

    Un esercizio di visione senza confini e un laboratorio di idee creative, tecnologiche e inclusive. È questo, in sintesi, Vision Reframed, il progetto che ha visto un’azienda leader nell’eyewear come Marcolin e una realtà accademica prestigiosa come il New York Institute of Technology collaborare fianco a fianco, professionisti e studenti, per sviluppare concept innovativi di eyewear attraverso i principi di neurodiversità, benessere e sostenibilità. Ne parliamo con Jordan Keys, Preside Associato per la Ricerca, la Collaborazione e l'Innovazione presso il New York Tech e con il professor Alessandro Melis.

    di Redazione

  • Behind the scenes of Appuntamento a MIDO 2026

    Sette padiglioni e otto aree espositive per 1200 espositori provenienti da 50 Paesi. Dal 31 gennaio al 2 febbraio a Milano torna MIDO, la manifestazione dedicata all’eyewear che, da 50 anni, dà visibilità e occasioni di scambio all’intera filiera produttiva del settore.

    di Redazione