IN CONVERSATION WITH Yao Hongying

Cresciuta in una famiglia di ricamatrici, fin da piccola Yao Hongying ha imparato l'antica arte del ricamo di Suzhou, città celebre per l’antica tradizione dei ricami in seta. Oggi è considerata tra le più importanti artiste del settore e la incontriamo in occasione della Festa di Qixi, ricorrenza legata alla «leggenda del Pastore e della Tessitrice» e che in Cina si celebra come la Festa degli Innamorati.
«La lucentezza nasce dal modo in cui si lavorano i diversi fili di seta: se il pensiero procede senza intoppi, allora l’opera avrà sicuramente la luce. Per noi l’anima del ricamo di Suzhou è racchiusa proprio nel flusso e nei cambiamenti di luce sulla superficie che entrano in risonanza con le emozioni di chi li realizza. Mentre i fili di seta passano attraverso la cruna dell’ago, la loro lucentezza cambia sottilmente a ogni variazione di angolazione e tensione: ora morbida come acqua che scorre, ora radiosa come nuvole al tramonto».

«La lucidatura delle finiture di una montatura e la rifrazione delle lenti trasformano un paio di occhiali da strumento per vedere in un’opera da ammirare: il gioco tra luce e ombra sui materiali comunica emozioni e personalità. In fondo, in modo diverso, cerchiamo entrambi di esplorare la luce. Quando imparavamo a ricamare, la nostra insegnante ci faceva un esempio molto efficace: per vedere un fiore o una foglia, bisogna prima conoscerne le venature e le nervature. Se si vuole ricamare un ritratto, bisogna prima coglierne l’essenza e il fascino. Bisogna comprenderlo e immaginarlo. Lo stesso principio si applica al design degli occhiali: non si tratta solo di aiutare a vedere bene, ma di realizzare un’opera viene vista e apprezzata dagli altri».

«Il fatto che ogni filo racchiude la comprensione del soggetto da parte della ricamatrice, la sua venerazione per la bellezza. Perché ciò che veramente commuove il cuore non è mai la luce in sé, ma l’emozione incrollabile che le dona calore».