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In conversation with JIANG HONGLIN

Boundless visions

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Jiang Honglin

Incontriamo Jiang Honglin, la prima artista a portare l’antica tecnica del ritaglio della carta in Italia, per la mostra "Annual Metaverse Art@VENICE" di Venezia: il suo lavoro e l’artigianalità di Marcolin incarnano valori e tradizioni affini.

di Redazione

Un’antica tradizione

Nata nel Guizhou, Jiang Honglin è la più celebre artista al mondo dall’antica tecnica del ritaglio della carta, patrimonio culturale immateriale in Cina, un pilastro dell’identità artistica Miao. Anche se la tecnica è diffusa in tutta la Cina, le varianti Miao si distinguono per la loro ricchezza simbolica e la connessione profonda con le tradizioni etniche.

Il lavoro di Jang Honglin prende ispirazione da una vasta collezione di motivi tradizionali e li fonde con un’estetica moderna, all’interno di una ricerca incessante della perfezione manuale. Ecco allora che, superando i confini del tempo e le distanze geografiche, la creatività di Jiang Honglin incontra l’artigianalità di Marcolin, figlie della stessa cura del dettaglio e la precisione artigianale.

 

I gesti

Osservare le piccole forbici di Jiang Honglin muoversi con grazia e velocità sulla carta è come assistere a una performance di danza: l’artista lavorando rapida e precisa, a mano libera, seguendo schemi che appartengono alla tradizione Miao da millenni, da vita al ritaglio della carta, che si trasforma nella sagoma riccamente decorata di una coppia draghi gemelli, in uccelli divini dal ricco piumaggio o in delicate “madri farfalle”.

Nella sua capacità unica, come dicono i critici, di “dare anima alla carta” si ritrovano gli stessi principi di attenzione al dettaglio, simmetria, equilibrio tra forma e funzione, che permeano anche le creazioni Marcolin: entrambi celebrano la manualità come forma di espressione e narrazione visiva

Il valore degli oggetti

È grazie a figure come Jiang Honglin che il patrimonio culturale immateriale di un Paese può mantenersi vivo e rinnovarsi in un linguaggio contemporaneo. Perché il valore degli oggetti risiede nella loro capacità di racchiudere in sé concetti culturali astratti, tratti personali, identità sociali. Come un ricamo intagliato nella carta trasforma un foglio in una narrazione culturale, allo stesso modo l’eccellenza artigianale di Marcolin trascende la pura funzionalità di un paio di occhiali, trasformandoli in un simbolo distintivo e identitario.

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