Loreen Hinz

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Le tue creazioni colpiscono sempre per la forza delle immagini e un certo spirito dadaista, che si diverte a rovesciare il significato delle cose: è questo che ti ha fatto apprezzare da testate come Vogue, Harper’s Bazaar e Vanity Fair?

«Ho iniziato in maniera completamente diversa, fotografando modelli e non avevo niente a che fare con la fotografia di prodotto o cose del genere. Ma poi è arrivato il 2020 e tutto nel mondo è cambiato. Questo mi ha portato verso questo tipo di fotografia e mai avrei pensato che potesse trasformarsi in una tale passione: ho scoperto che mi piace moltissimo lavorare con gli oggetti. Nel profondo del mio cuore sono un’artista e, se avessi avuto la pazienza per farlo, sarei stata una pittrice. Invece, al posto dei colori a olio o delle matite, uso la mia macchina fotografica e i miei set, che spesso costruisco da sola per creare i miei quadri personali, cercando di creare l’inaspettato».

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Come riesci a coniugare l’amore per i pittori del Rinascimento, o temi poetici come quello del corpo e le sue trasformazioni, con la comunicazione di un prodotto?

«In realtà una fase precedente della mia vita ho studiato economia e marketing e per tanti anni ho lavorato per una grande agenzia pubblicitaria tedesca, nel dipartimento di Art Buying e, poi, come creative director per i miei servizi fotografici. Quindi conosco il settore in tutti i suoi aspetti, inclusi i principi fondamentali del marketing. Cioè che, prima di tutto, bisogna catturare l’attenzione dell’osservatore, distinguersi. Lo tengo sempre bene in mente e questo mi rende più facile coniugare queste nozioni di marketing con il mio punto di vista estetico. Non tratto gli oggetti come tali, li tratto come se fossero i miei modelli».

“Non tratto gli oggetti come tali, li tratto come se fossero i miei modelli”
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A un’artista che lavora con lo sguardo, è impossibile non chiederlo: qual è il cuore della visione estetica e spirituale che guida il tuo lavoro e che è scattata anche in questo progetto di realizzazione di questi scatti per Marcolin?

«Il punto di partenza per questo progetto per Marcolin è stato un dialogo sulla presentazione dell’essere umano nell’epoca della realtà aumentata e della IA, e su come garantire la presentazione umana se l’intelligenza artificiale è in grado di copiare un essere umano quasi alla perfezione. Così ho iniziato a studiare le idee del Costruttivismo e dell’Art Nouveau dell’inizio del XX secolo, movimenti che erano anche una risposta al progetto tecnico dell’epoca, perché abbiamo tutti una memoria collettiva di forme e immagini. È stato molto interessante lavorare usando parti del corpo, la testa, e abbinarle agli occhiali».

Born in Oasi Zegna

Oasi Zegna

L’Oasi Zegna è una riserva naturale di 100 Km2 sulle Alpi Biellesi, in Piemonte. All’inizio del secolo scorso, Ermenegildo Zegna ha intrapreso un vasto programma di riforestazione nella zona montuosa attorno al lanificio, collegando per la prima volta i due versanti della montagna mediante la costruzione della Strada 232. Il progetto di rimboschimento e di sviluppo della comunità locale che ha dato vita all’Oasi Zegna oggi vanta oltre 500.000 alberi e promuove la coesione e l’armonia tra persone, industria e natura.

Fondatore

La visione del fondatore è stata coltivata dalle generazioni successive, che continuano a preservare l’Oasi Zegna come un modello unico di coscienza sociale e ambientale. La Strada 232, simbolo dell’unione tra passato e futuro, é oggi il Brand Mark distintivo di ogni capo ZEGNA, tributo ai valori e alle idee che continuano a guidare il brand. Ermenegildo Zegna ha trasformato le sue idee in un impegno a produrre i migliori tessuti al mondo – riuscendo a creare una foresta, una strada e una comunità nel frattempo. Preferendo sempre la qualità alla quantità, il fondatore ha gettato le basi per l’approccio che sigla tuttora la collezione ready-to-wear e runway del marchio.

Craftsmanship

La costante devozione all’artigianalità del brand è chiaramente evidente nella collezione eyewear di ZEGNA, che prende spunto dalle origini del marchio nell’Oasi Zegna. La collezione — con modelli che vantano nomi quali Aurora e Orizzonte — si ispira al suggestivo panorama alpino che si può ammirare dal territorio dove nasce il marchio.

Disponibili in un’accurata selezione di metalli leggeri e acetati lucidi, gli occhiali ZEGNA sono al contempo intramontabili e contemporanei, per una linea sole e vista perfetta da indossare tutti i giorni. Con una varietà di modelli ricercati, la collezione rappresenta il complemento ideale per l’offerta di abbigliamento di lusso di ZEGNA, capi realizzati nei materiali più pregiati, quali Oasi Cashmere e Oasi Lino.

Born in Oasi Zegna: il libro

ZEGNA inoltre sbarcherà a Milano per presentare il nuovo libro ‘Born in Oasi Zegna’ in occasione della Design Week. Raccontato in quattro capitoli finemente stampati, ‘Born in Oasi Zegna’ rappresenta uno straordinario tributo al pioneristico fondatore del brand leader globale nel settore del luxury menswear.

Made in Italy Day: appuntamento al 15 aprile

Una data simbolo

Su proposta di Altagamma, di cui Marcolin è partner da quest’anno, e Camera Nazionale della Moda Italiana, questo 15 aprile inaugura la prima “Giornata nazionale per il Made in Italy”, occasione speciale per celebrare la creatività e l’eccellenza del nostro Paese. La scelta della data non è casuale, ma un omaggio a Leonardo da Vinci, nato il 15 aprile 1452, geniale scienziato, inventore e artista che, per aver incarnato in sé il “talento universale” celebrato nel Rinascimento, è diventato il simbolo universale della creatività italiana nel mondo.

“L’occasione perfetta per conoscere interessanti opportunità di formazione e lavoro”

Attenzione ai giovani

Molte le iniziative previste per il Made in Italy Day: round table, live experience nelle aziende ed eventi di networking con coinvolgimento di scuole e università. L’occasione perfetta per far conoscere ai più giovani le interessanti opportunità di formazione e lavoro che rappresenta la manifattura italiana del comparto industriale dell’alto di gamma, parte attiva della nostra economia, fonte di occupazione per quasi 2 milioni di persone ed eccellenza ammirata in tutto il mondo. Un comparto che, pensando alle sfide di domani, guarda soprattutto ai più giovani.

Un mondo in evoluzione

La giornata dedicata alla nostra brand identity sarà per molti anche l’occasione di scoprire quanto il Bel Paese non sia solo una meravigliosa meta turistica (con ben 51 siti Unesco) ma un territorio caratterizzato da un tessuto produttivo. Che, da sempre, e in comparti diversissimi, dall’alimentare alla moda, dall’hi-tech alla meccanica fino al design e all’arredamento, riesce a coniugare passione, cultura del bello e investimenti nell’innovazione. Tre parole chiave che caratterizzano le produzioni Made in Italy e che, da sempre, appartengono al DNA di Marcolin, tra i principali sostenitori di questa giornata. Nessuna vanità di autocelebrazione, dunque, ma un’occasione in più per far conoscere a tutti le eccellenze del nostro patrimonio manifatturiero.

La nuova collezione MCM

Un incontro felice

Appena entrato a far parte del portfolio Marcolin, MCM, il marchio di pelletteria e abbigliamento luxury da viaggio, fondato a Monaco nel 1976 (MCM sta per Modern Creation München), debutta oggi con la nuova, e attesa, collezione eywear. Una linea di montature per la vista e per il sole che mette d’accordo la creatività del brand tedesco, amato dai millenials per le borse, gli zaini (diventati l’emblema della storia del brand) e gli accessori in pelle contrassegnati dal celebre monogramma, e il patrimonio tecnico e innovativo che ha reso celebre l’azienda di Longarone. Il risultato? Una linea di occhiali glamour, casual e versatile, da indossare in viaggio come in città, perfetta per gli spiriti creativi, nomadi e poco convenzionali.

L’ispirazione

La prima collezione MCM Eywear, ispirata all’elegante semplicità dello stile Bauhaus, è approdata infatti a una linea di modelli in metallo e in acetato che parlano una lingua universale e genderless, caratterizzati da un design contemporaneo e funzionale, con montatura leggerissime, king-size, colorate e dalle linee futuristiche. Perfette per il pubblico che più ama questo brand, quello dei nativi digitali. Che, nell’abbigliamento come negli accessori, predilige capi montabili e smontabili, layering e, soprattutto, liberi da etichette di genere.

“La prima collezione MCM Eywear parla una lingua universale e genderless”

I dettagli

Sulle montature della nuova collezione prodotta da Marcolin e distribuita nei 500 punti vendita MCM sparsi in 39 Paesi (soprattutto in Asia), ritroviamo così gli elementi iconici rubati al settore della valigeria. E che, trasformati in dettagli come perni in metallo e inserti angolari, accanto alla reinterpretazione dei loghi distintivi del brand, regalano a queste montature luxury quel tocco di ironia e leggerezza tipico dello streetwear: un altro tassello per ridefinire il tema del viaggio secondo i nativi digitali.

Davide Rettore

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Il mercato del Nord America è, da sempre, un indicatore prezioso dei trend di mercato e dell’evoluzione del gusto. Quali sono oggi i segnali più interessati?

«È un piacere rispondere dal nostro nuovo showroom di New York, la casa che può accogliere al meglio i più importanti clienti del Nord America, quelli internazionali e tutti i brand partner. Negli Stati Uniti, dopo una fase di rallentamento, continuiamo a vedere un consolidamento dell’industria lato clienti, tramite l’aggregazione di punti di vendita da parte di fondi di private equity o catene. I canali tradizionali ei clienti indipendenti hanno sempre più l’esigenza di offrire ai clienti un’esperienza su misura e Marcolin, anche grazie alla nuova piattaforma di Customer Experience, è in grado di offrire la risposta adeguata. A crescere molto è anche il segmento lusso, oggi caratterizzato da una grande attenzione agli aspetti funzionali e di comfort e in questo contesto si inserisce bene la nostra acquisizione del marchio ic! berlin, un brand dagli alti contenuti di design e funzionalità».

 

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All’interno di un settore in crescita come quello dell’eyewear, oggi affollato di proposte differenti, quali sono i principali punti di forza di Marcolin?

«I punti di forza sono soprattutto tre. Primo, Marcolin unisce due elementi apparentemente distanti ma perfettamente amalgamati: da una parte il calore umano di un ambiente di lavoro in cui le persone sono il motore e fanno la differenza, dall’altra governance, processi, strumenti e mentalità, da vera multinazionale. La combinazione di questi due fattori è la chiave del suo sviluppo a livello internazionale. In un momento nel nostro settore di concentrazione dei brand del lusso su due poli, il secondo punto di forza consiste nella forte competitività di Marcolin sia nel lusso come nel segmento diffusion, in grado di soddisfare le esigenze di business e dei consumatori attraverso tutti i segmenti di mercato. Il terzo punto di forza, infine, riguarda la capacità di interpretare i valori e gli stilemi iconografici dei marchi con un design distintivo, la qualità superiore dei prodotti, e l’abilità di introdurre nuovi brand per la prima volta nella categoria occhiali, come dimostra il successo dei marchi TOM FORD e Guess, con Marcolin fin dall’inizio. Per questo sono sicuro che il lancio di Christian Louboutin sarà un’altra pietra miliare nella storia della nostra azienda».

“il calore umano di un ambiente di lavoro in cui le persone sono il motore e fanno la differenza”
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Guardando al futuro: quali sono gli obiettivi per i prossimi due anni?

«Continuare a combinare fattore umano e tecnologia. Gli obiettivi miei e del mio team per il futuro riguardano soprattutto l’offerta delle migliori soluzioni e piattaforme ai nostri mercati e partner come la continua evoluzione della Customer Experience Platform, il M.O.R.E., il processo integrato di Sales Planning e il nuovo progetto di Customer Segmentation & Advanced Analytics. Progetti diversi che, in comune, hanno una cosa sola: mettere il cliente al centro di quello che facciamo».