Victoria Luengo

Il 2026 è per te l’anno della consacrazione, segnato dall’uscita di due film presentati a Cannes, “Amarga Navidad” diretto da Pedro Almodóvar e “El ser querido” di Rodrigo Sorogoyen, accanto a Javier Bardem, oltre che dal tuo ritorno televisivo in “Reina Roja 2”. Storie diverse, personaggi lontanissimi: qual è stato il percorso che ti ha portata a essere l’attrice versatile e di successo di oggi?

Credo sia stato il risultato di molti fattori: tanto tempo dedicato alla formazione, un grande rispetto per il mio mestiere, l’opportunità di lavorare senza sosta e la possibilità di imparare tutto ciò che ho potuto attraverso il lavoro stesso. C’è stata anche la fortuna di aver incontrato persone di enorme talento che mi hanno insegnato molto. E soprattutto la passione che provo per ciò che faccio, che mi spinge sempre a guardare un po’ più lontano perché ci sono ancora tante cose che non so fare e che desidero imparare.

Tra teatro, cinema e tv: quali sono i progetti che ti entusiasmano di più per il futuro? Senti di essere in una nuova fase?

Sono molto entusiasta del mio prossimo film, perché sarà la prima volta che interpreterò un ruolo da protagonista in lingua francese. Il film si intitola Les Neiges de Grenade e mi piace moltissimo la sceneggiatura. Inoltre, non vedo l’ora di tornare a fare teatro. A febbraio debutterò con un nuovo spettacolo intitolato Un drama romántico. Quando non faccio teatro, mi manca sempre.

Qual è in questo momento il tuo rapporto con la moda? Cosa raccontano di te le scelte che fai rispetto agli abiti e a un accessorio particolare come gli occhiali?

Credo che la moda sia una forma di espressione personale. Ho imparato a viverla con piacere, così da sentirmi davvero me stessa quando cammino su un red carpet. Trovo molto divertente costruire una narrazione e ricercare le opzioni più adatte. Di solito scelgo marchi che rappresentano chi sono. Mi piace uno stile elegante, sobrio e senza tempo. Per questo credo che gli occhiali Max Mara definiscano molto bene la mia immagine. Sono un accessorio che indosso ogni giorno e che rappresenta davvero chi sono.

Le shape dell’estate

Stretti e avvolgenti

Tra memoria e avanguardia, nell’estate 2026 sono tornate le shape piccole e avvolgenti ispirate agli anni Novanta. Montature dalle proporzioni calibrate, anche in versione total black, e dall’eleganza discreta. In metallo o in acetato, con curvature morbide e aggiornate, sono i modelli perfetti per chi all’ostentazione preferisce un’eleganza più sobria e identitaria.

Maxi

Strizzano l’occhio agli anni Settanta, invece, le forme oversize (anche in versione pilot) con montature in acetato nelle diverse tonalità del marrone oppure tartarugate che stanno spopolando nelle località di vacanza più glamour. Montature scultoree che proteggono lo sguardo e catturano l’attenzione con lenti sfumate kingsize che evocano lo stile boho-chic reso celebre da Jackie Kennedy Onassis.

Preziosi

Charms, perle, torchon, decorazioni preziose, cristalli. Tra le tendenze di questa estate ci sono anche le montature-gioiello, arricchite da dettagli preziosi che trasformano l’occhiale in un accessorio luxury e di personalità. Occhiali per chi non teme di farsi notare, da indossare in una serata mondana o a un party a bordo piscina. Ma anche per dare un tocco glamour all’outfit da giorno più casual.

Marcolin Wave Cup

Istantanee indimenticabili

Sono le immagini della prima edizione della Marcolin Wave Cup – il torneo di calcio a cinque e beach volley a tre – a inaugurare l’estate riunendo ben 10 squadre. 

Più che una semplice competizione, è stata un’occasione per ritrovarsi, condividere momenti di divertimento e rafforzare lo spirito di squadra, all’insegna dell’entusiasmo. 

Lo stesso spirito anima tutte le iniziative promosse dai People Wavers: occasioni per incontrarsi, conoscersi meglio, creare nuove connessioni e contribuire insieme a una cultura aziendale dinamica, moderna e positiva.  

Due giornate di sport

Tra sfide combattute fino all’ultimo punto, sorrisi e un tifo coinvolgente, a Longarone come a Milano a spiccare su tutto sono stati i valori più autentici dello sport. Spirito di squadra, rispetto reciproco e voglia di condividere con gli altri un’esperienza inedita cheal di là dei ruoli e delle dinamiche quotidiane, avvicina le persone e rafforza le relazioni. 

Competizione e divertimento

Partita dopo partita, questo Torneo di inizio estate è stato anche un’occasione informale per rafforzare legami consolidati e favorirne di nuovi tra i colleghi, al di fuori del normale ambiente di lavoro. Bilancio positivo, dunque, per un debutto che ha saputo coniugare competizione e divertimento, e che, d’ora in poi, può solo crescere e affermarsi sempre più nella community Marcolin. 

Giacomo Giorgio

A 28 anni sei uno degli attori italiani più seguiti del momento: da dove nasce la tua passione per la recitazione e come ti sei formato?

«La passione per il cinema è nata quand’ero molto piccolo, in un vecchio cinema all’aperto vicino alla casa al mare della mia famiglia, dove ho avuto la fortuna di vedere tanti film e decidere che questo sarebbe stato il mio mestiere. Da allora ho cominciato a studiare recitazione, poi mi sono formato con un mio metodo».

Nei tuoi lavori per il cinema e la tv hai interpretato personaggi molto diversi: quanto c’è di te in ciascuno di loro?

«Spero nulla o, comunque, se c’è spero che sia molto ben nascosto, qualsiasi parte sia del mio carattere. Ogni personaggio invece mi ha lasciato tante domande e spero di essere riuscito a far nascere degli interrogativi anche negli spettatori di un film o di una serie».

Negli ultimi anni hai partecipato a sfilate ed eventi delle più grandi maison di moda: nella vita di tutti i giorni quanto sei attento al look? E che importanza dai a un accessorio come gli occhiali?

«Do molta importanza al look perché, anche se l’abito non fa il monaco, credo che sentirsi bene nei propri abiti sia importante e possa essere un mezzo per esprimersi e per sentirsi in un certo modo: penso che l’abito giusto dia anche una certa postura, un modo di camminare. Do molta attenzione anche agli accessori, in particolare agli occhiali da sole, che considero un “oggetto amico” e indosso sempre, tutti i giorni, anche perché fanno un po’ da scudo».

Selima Salaun

Nel corso della tua carriera, hai visto gli occhiali evolversi da semplice accessorio funzionale a vero e proprio elemento di stile. Perché credi che gli occhiali occupino oggi un posto così unico nello stile personale?

«Ho sempre pensato che gli occhiali siano l’accessorio più importante e credo che, negli ultimi anni, le persone stiano davvero iniziando a capirlo. È affascinante perché, in origine, gli occhiali erano completamente utilitaristici: dai giudici cinesi del XII secolo che li usavano per nascondere le espressioni, ai monaci italiani del XIII secolo che li utilizzavano per ingrandire i testi, fino ai “miracoli” dell’eyewear moderno per la correzione della vista e la protezione dai raggi UV. Ma, pur nascendo da un’esigenza pratica, gli occhiali hanno gradualmente trovato il loro posto anche nella moda, cosa che ha perfettamente senso perché, come dico sempre, sono la prima cosa che si nota. Quando incontri qualcuno, guardi subito gli occhi e il viso, quindi è naturale che gli occhiali siano la parte più importante di un outfit.

Paragono l’evoluzione dell’eyewear a quella delle borse: accessori nati per una funzione pratica che, con il tempo e con l’evoluzione del design e della qualità, sono diventati elementi di lusso e stile. Sono davvero entusiasta di questa evoluzione e credo che occhiali da vista e da sole stiano diventando sempre più dei veri punti focali nella moda».

Le tue boutique sono diventate famose per il loro approccio altamente selettivo all’occhialeria. Quando con i tuoi collaboratori scegliete una montatura o scoprite nuovi designer, cosa cattura la vostra attenzione e cosa distingue un ottimo design di occhiali da tutto il resto?

«Onestamente, ciò che cattura davvero la mia attenzione e distingue un design di eyewear eccellente da uno semplicemente buono è sempre lo stesso: forma e proporzioni. Uno slogan (un po’ ironico) che abbiamo usato recentemente è “a volte, le dimensioni contano” e… è assolutamente vero. Proprio come i volti possono essere simili ma allo stesso tempo molto diversi, anche gli occhiali possono sembrare simili ma risultare completamente diversi, perché, alla fine, ogni millimetro e ogni angolo fanno davvero la differenza. Credo sia per questo che molti occhiali vintage risultano ancora così attuali: un buon design si basa essenzialmente su forma e dimensioni che valorizzano e migliorano i lineamenti. È questo che cattura subito la mia attenzione, e solo dopo mi concentro sulla qualità della lavorazione».

La Giornata Nazionale degli Occhiali da Sole celebra sia lo stile che la protezione degli occhi. Qual è il consiglio che dai sempre ai clienti quando si tratta di occhiali da sole, pensando anche alla salute degli occhi?

«Dico sempre che, se devi investire in qualcosa, dovrebbe essere ciò che indossi sul viso. Dal punto di vista tecnico, il viso e gli occhi sono tra le parti più sensibili e delicate del nostro corpo, quindi perché non investire in una qualità adeguata? Dal punto di vista del design, gli occhi sono la prima cosa che le persone notano, quindi perché non investire in occhiali che si adattano bene e valorizzano i tuoi lineamenti e il tuo stile personale? Credo davvero che, se c’è un elemento su cui vale la pena investire, è proprio un paio di occhiali».

MANIFESTO: la nuova brand campaign di ic! berlin

Un messaggio-chiave

Dalla rivoluzionaria cerniera senza viti all’utilizzo dell’acciaio inossidabile per montature ultraleggere, la storia di ic! berlin è segnata da innovazioni che sfidano le convenzioni. Un’attitudine che, nella nuova campagna MANIFESTO, si traduce nel messaggio-chiave: «Cambia direzione, non destinazione». Perché è possibile ridefinire il modo in cui attraversiamo il mondo senza tradire la propria visione.

Due immagini

A tradurre questa filosofia in immagini è il fotografo e artista digitale milanese Jacopo Di Cera, che ha strutturato ogni scatto come un dittico: una visione ampia, di atmosfera, affiancata da un primo piano che mette in risalto la precisione tecnica della montatura. Il risultato è un racconto visivo sofisticato e contemporaneo che rafforza il dialogo tra estetica e funzione, tra identità personale e design.

Tre modelli

Protagoniste della campagna sono tre montature iconiche: Bacall, Thilo e Rhenium. Bacall presenta una silhouette cat-eye con anima in acciaio racchiusa in acetato scolpito; Thilo esprime un’estetica più architettonica, alleggerita dall’innovativa tecnologia Horizontal Colour Split; infine Rhenium reinterpreta una montatura dal sapore rétro in chiave contemporanea, con palette monocromatiche e dettagli sfaccettati. Tre interpretazioni diverse di un unico principio: l’occhiale come estensione del proprio stile individuale. E inimitabile.

ic! berlin e Mercedes Benz: la collezione Primavera/Estate 2026

I modelli

Unisce l’eleganza senza tempo e la filosofia della “Sensual Purity” di Mercedes-Benz con l’ingegneria di precisione e il linguaggio progettuale di ic! berlin: è questa la matrice della nuova collezione Eyewear Primavera/Estate 2026. Frutto di una collaborazione ormai consolidata tra il design automobilistico di alta gamma e la tecnologia degli occhiali senza viti del marchio berlinese, entrato nel portfolio Marcolin nel 2023. Una collezione ricca di novità che si articola in tre nuovi modelli, da vista e da sole.

I materiali

Tra gli elementi di maggiore interesse della capsule collection, l’introduzione di due montature ibride in acetato e metallo che coniugano profondità visiva, qualità tattile e fluidità delle linee dal carattere retrofuturista. Lo rivelano i dettagli della barra superiore, del frontale inciso e delle aste, le cui lavorazioni richiamano le linee aerodinamiche del design Mercedes-Benz. A queste montature si affianca quella in metallo MB26, che completa la trilogia di modelli unisex interamente metallici di ic! berlin per Mercedes-Benz.

La nuova palette

A definire l’identità cromatica della collezione, infine, due tonalità molto raffinate. Sea Pine, un verde profondo attraversato da sfumature blu, e Verdesilber, colore esclusivo Mercedes-Benz, che arricchisce il color grigio argento di riflessi metallici verdi, introducendo nell’eyewear una finitura che deriva direttamente dal lessico del design automobilistico. Linee e colori che intercettano le esigenze di un pubblico dinamico, giovane e sensibile a un’estetica raffinata e di design.

Marcolin per l’ambiente

Uno spreco che incide sul clima

Nei mercati all’ingrosso italiani ogni anno transitano centinaia di migliaia di tonnellate di prodotti ortofrutticoli e, ogni giorno, una quota compresa tra il 4 e il 5% finisce tra gli scarti. Prodotti perfettamente commestibili ma invenduti causa di difetti estetici, dimensioni non standard o danni agli imballaggi. Tradotto, significa circa 500 chili di frutta e verdura ogni giorno finisce al macero, generando uno spreco che incide anche sulla crisi climatica perché, oltre a vanificare l’impiego delle risorse naturali necessarie per produrre questi alimenti, distruggerli genera circa il 10% delle emissioni globali di gas serra.

La risposta dei People Wavers

In occasione del 5 giugno, Giornata mondiale dell’Ambiente, i People Wavers hanno proposto ai colleghi di Marcolin di combattere concretamente gli sprechi alimentari con una giornata di volontariato al mercato ortofrutticolo di Milano, al fianco di Recup, l’associazione che a Milano e a Roma si occupa del recupero e della redistribuzione delle eccedenze alimentari. Grazie a Recup, solo all’Ortomercato di Milano, ogni settimana vengono distribuite 8 tonnellate di frutta e verdura ad associazioni come Caritas, Croce Rossa Italia, IBVA, Opera Cardinal Ferrari e tante altre che ogni giorno contribuiscono al sostegno di circa 17 mila persone in difficoltà.

Una giornata per il futuro di tutti

Coloro che hanno aderito all’iniziativa hanno vissuto una giornata all’insegna della sostenibilità e della solidarietà nel più grande mercato all’ingrosso d’Italia. Secondo i dati condivisi da Recup, tra i banchi di 110 grossisti e 81 produttori, in tre ore sono stati raccolti circa 1570 chili di frutta e verdura rimaste invendute, per un valore di circa 4600 euro e con un risparmio di 1,3 tonnellate di CO₂ e di 7600 metri cubi di acqua. Alimenti che poi, nella sede dell’associazione, sono stati pesati, selezionati e divisi in cassette destinate al sostegno di 561 persone. Un grande risultato per un progetto che fa bene agli altri, al pianeta e anche al cuore.

ic! berlin e Mercedes-AMG

Un’intesa di successo

Da un lato l’approccio visionario e urbano di ic! berlin, che di innovazione, sostenibilità e attenzione ai dettagli ha fatto la sua cifra distintiva; dall’altro la tecnologia e la ricerca estetica un marchio di auto sportive come Mercedes-AMG: anche questa primavera si riconferma la collaborazione tra i due brand. Due realtà dal dna profondamente tedesco, sempre in movimento, e pronte a superare i propri limiti.

La collezione

Tre i modelli della nuova collezione, la sesta di una collaborazione nata nel 2020, caratterizzati da una shape dinamica e dall’uso spregiudicato di colori che si ispirano alla palette AMG. Come, per esempio, la versione Pearl del modello AMG 22, con dettagli arancioni sulle aste e lenti specchiate, mentre la nuova finitura laccata sulla speciale fibra di carbonio ultraleggera FLEXARBON®, brevetto esclusivo di ic! berlin, aggiunge alla montatura del modello AMG 20 profondità e brillantezza.

La campagna

Anche la nuova campagna ci ricorda che quella firmata ic! berlin-AMG è una collezione pensata per l’ambiente urbano, con geometrie audaci che evocano le architetture berlinesi e riescono a coniugare lo stile di un marchio di lusso come Mercedes-AMG a una realtà cresciuta nella scena alternativa di Berlino come ic! berlin, conosciuta al mondo per soluzioni innovative come l’esclusiva cerniera senza viti. Due brand uniti dall’attenzione al design e da una costante ricerca estetica e tecnologica.

Una ultra runner per adidas: Toni McCann 

Correre immersi nella natura, tra salite e discese verticali, percorrendo distanze incredibili, anche superiori ai 100 chilometri. Cosa ti ha conquistata di una disciplina estrema come l’ultra trail running, nella quale hai vinto gare importantissime?

«Fin da bambina sono sempre stata molto sportiva e crescendo ho praticato diversi sport, poi ho incontrato il trail running in un momento della mia vita in cui avevo bisogno di una sfida. Qualcosa che mi permettesse di uscire dai miei pensieri, e correre nella natura è un modo potentissimo per calmare la mente. Gli sport estremi, poi, ti costringono davvero ad affrontare te stesso e la tua vulnerabilità».

Tu appartieni all’élite mondiale di questo sport: cosa ti ha insegnato finora il trail running, dal punto di vista sportivo e a livello personale?

«Attraverso questo sport ho imparato molto su me stessa, sono cresciuta e -rispetto a quando ho iniziato- la mia prospettiva è cambiata completamente: all’inizio ero molto concentrato sulla performance, sulla vittoria. Oggi la mia attenzione si è spostata sul dare il massimo, non necessariamente sull’essere la migliore. Sai, quando sei là fuori per più di 12 ore non puoi nasconderti da te stessa, devi affrontare chi sei veramente. Credo che l’ultra-running mi abbia insegnato a lasciar andare un po’ il controllo, ad essere più adattabile e aperta al cambiamento e, soprattutto, paziente. L’ultramaratona non è uno sport che si può improvvisare, non si ottengono buone prestazioni dall’oggi al domani. Servono impegno costante e tanta, tanta pazienza».

La gran parte delle gare di trail si svolge in montagna, dove clima e condizioni di luce variabili possono avere un impatto significativo. Per una visione chiara anche nelle condizioni più estreme, quali caratteristiche hanno gli occhiali che indossi, come i modelli Kentro e Kaphiros di adidas Sport?

«La corsa è uno sport incredibilmente tecnico, che espone a diverse condizioni di luce e diversi terreni: potrebbero esserci rocce, fango, neve, potresti essere all’ombra o in pieno sole, e tutto questo -se non hai una visuale chiara- può davvero influenzare le prestazioni. Ovviamente devi poterti fidare della tua attrezzatura, delle tue scarpe, del tuo zaino, di tutto, ma la vista è uno dei principali fattori. Gli occhiali di adidas Sport Eyewear, grazie alla tecnologia Powervizn Lens System garantiscono brillantezza dei colori e nitidezza di visione in ogni condizione, con una colorazione di base e un rivestimento a specchio calibrati per affrontare qualsiasi terreno con sicurezza. E nel trail running correre in sicurezza è l’aspetto più importante».