Marcolin: una storia lunga 65 anni

L’anno della fondazione

Ce ne siamo dimenticati ma, all’inizio degli anni Sessanta, il nostro era letteralmente un altro Paese. Dopo acqua ed elettricità, nelle case cominciavano a entrare i primi elettrodomestici, la Fiat aveva messo in produzione la 500 e l’Autostrada del Sole era ancora in costruzione. Erano gli anni del boom economico, un momento straordinario di crescita e opportunità in cui l’economia iniziava a cambiare fisionomia, non più basata sull’agricoltura, e le fabbriche artigiane del Veneto diventavano protagoniste dello sviluppo industriale del Paese. Nasceva così il “Distretto veneto dell’occhialeria”, il contesto ideale per mettersi a produrre per conto terzi aste e componenti per gli occhiali. Comincia proprio così, con un macchinario impiantato in cantina e l’aiuto della moglie, l’avventura di Giovanni Coffen Marcolin che, nel 1961, fonda in Cadore la sua “fabbrica artigiana”.

La nascita dell’azienda

Sfogliando i primi capitoli della storia di Marcolin, si comprende subito quale è stato il primo punto di forza di Giovanni Coffen Marcolin: aver saputo intercettare i segnali di cambiamento di un mondo in cui diventava fondamentale proporre prodotti d’eccellenza e innovativi. Uscendo però dai confini della “fabbrica artigiana”. È così che, nel 1964, nasce «Marcolin occhiali doublé». Non più piccola realtà a conduzione famigliare, ma grande azienda che dà lavoro a decine e poi centinaia di operai del posto e che si fa conoscere dal grande pubblico anche attraverso la pubblicità, sponsorizzando alcune gare di sci a Cortina (poi verranno le campagne sui giornali e in tv). Da quel momento il successo di Marcolin continua a crescere finché, tre anni più tardi, l’azienda si allarga e cambia sede: prima a Vallesella di Cadore, poi -nel 1980- a Longarone, dove tutt’ora si trova il suo headquarter, oggi affiancato dal nuovo stabilimento in località Fortogna.

 

La vocazione internazionale

Il secondo punto di forza di Marcolin? Aver subito guardato oltre i confini nazionali. Il 1968 è l’anno del debutto dell’azienda sul mercato internazionale, a partire da quello americano, commercializzando i suoi prodotti attraverso una rete di otto distributori. Poi, pochi anni dopo, in Francia dove, nel 1976 apre una filiale, seguita in poco tempo da quelle svizzera e tedesca. E sempre tenendo rapporti diretti e personali con tutti i collaboratori, come il fondatore faceva con la sua piccola attività in Cadore. Perché è proprio da quel particolare contesto culturale e geografico delle sue origini, culla della migliore tradizione manifatturiera italiana, che oggi possiamo comprendere davvero il successo di Marcolin. Un’azienda capace di coniugare l’eccellenza artigianale alle tecnologie avanzate e alla ricerca di materiali e design. Le qualità che, anche oggi, tutto il mondo ci invidia.

Zhang Hongyang

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Cosa rappresenta questo animale simbolo del 2026?

«Con l’arrivo del Capodanno cinese, questo destriero si lancia in avanti. Porta con sé la chiarezza di una nuova visione e l’audacia di un nuovo stile. Uno slancio fatto di potenza e grazia. Ma è quando l’arte incontra l’artigianato che l’ispirazione prende letteralmente corpo: così con Marcolin abbiamo creato un destriero chiamato ‘New Vision’. Da un singolo tratto a una montatura completa, dal concept al prodotto: questa non è solo la nascita di un occhiale, ma un viaggio estetico che inizia nell’Anno del Cavallo».

 

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Dalle tue opere traspaiono sia grande energia sia studio e rigore: pensi che ci siano affinità con il lavoro di un designer?

«Un dipinto comincia sempre con una singola linea di ispirazione, poi si evolve in una forma ponderata e si completa solo quando traspare lo spirito. Anche un nuovo occhiale di Marcolin segue lo stesso percorso: scolpito con precisione, intriso di carattere e rifinito con un’anima. È un artefatto di visione, sia letterale che figurativa. Il design degli occhiali e la creazione artistica condividono la stessa anima: la creatività come fondamento, l’artigianalità come struttura. Nel dipingere un cavallo un singolo tratto preciso può definire la nitidezza del suo sguardo, mentre una spruzzata d’inchiostro può catturare l’impeto del suo galoppo. Questo rispecchia l’artigianalità dell’occhialeria, dove la progettazione dei componenti, fatta con precisione millimetrica, coesiste con la scultura intuitiva delle curve realizzate a mano».

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In che modo la scelta di un materiale può influire sul risultato finale?

«Quando si scelgono tele, pigmenti o inchiostri, il materiale stesso – per esempio l’assorbenza della carta di riso o la consistenza della pittura a olio – plasma profondamente il risultato espressivo finale. Lo stesso accade nel design degli occhiali: la selezione dei materiali, dall’acetato al metallo fino agli innovativi composti di origine biologica, definisce la qualità tattile e l’esperienza d’uso dell’oggetto».

Alberto Fratantonio

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Ormai più di due anni fa, dopo un importante percorso professionale nel mondo dell’eyewear, sei diventato responsabile dell’area EMEA Sud per Marcolin. Quali sono i punti di forza e le sfide che caratterizzano questa particolare fetta di mercato?

«Il Sud EMEA rappresenta una fetta importante e consolidata del mercato europeo dove i nostri principali punti di forza sono: diversità, solidità e relazione. Qui abbiamo infatti un giusto mix di canali di vendita, tra ottici indipendenti e realtà di catena e in questi anni abbiamo investito molto sia per consolidare i canali tradizionali, sia per implementare piattaforme per la gestione automatizzata dei riassortimenti. Nel prossimo futuro, vedo principalmente due sfide: il giusto connubio tra artigianalità e innovazione tecnologica e il ricambio generazionale. A livello di innovazione, ad esempio, siamo in un momento storico cruciale: l’IA cambierà profondamente lo scenario attuale, e dobbiamo essere pronti e preparati cogliendone le enormi potenzialità e applicandole in maniera etica, con l’obiettivo di essere il miglior partner per i nostri clienti».

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Tra innovazione tecnologica, design e qualità artigianale, qual è “l’ingrediente” che fa la differenza nella scelta di acquisto di un paio di occhiali?

«Tra artigianalità, design e innovazione tecnologica non c’è un ingrediente più importante dell’altro: tutti e tre oggi sono condizioni indispensabili per portare avanti una relazione d’affari sana e proficua. Quasi tutti ci chiedono queste cose: un ottimo prodotto, una relazione di qualità e un after sell impeccabile. Ecco perché in questi anni stiamo investendo molto in questi pilastri, con l’obiettivo di mettere il cliente sempre più al centro della maggior parte dei processi decisionali».

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In occasione dell’inaugurazione di questo nuovo showroom a Barcellona, come pensi che la nuova casa Marcolin possa essere una leva e un vantaggio per i clienti dell’area Iberia?

«Barcellona è l’ultima di una serie di importanti inaugurazioni che Marcolin ha realizzato nel mondo, dopo New York, Londra e Parigi. Questo nuovo spazio ci permetterà di mettere ancora più al centro i nostri clienti, continuando a rafforzare i legami con loro. Aprire le porte della nostra nuova casa ci consentirà inoltre di organizzare eventi di vendita e di formazione, oltre a presentare il nostro straordinario portafoglio di brand in una cornice davvero unica».

Jordan Keys e Alessandro Melis

Jordan Keys:

Come è nata l’idea di “Vision Reframed”?

«Vision Reframed è nato da una collaborazione con uno dei miei colleghi, un’idea che ha messo davvero in luce la nostra missione al New York Tech: creare progetti collaborativi innovativi. Poter riunire le scuole, la Facoltà di Architettura e Design e il College of Osteopathic Medicine, insieme al nostro partner industriale Marcolin per sviluppare non una semplice idea astratta, ma qualcosa di realmente innovativo e concreto come questo progetto»

Alessandro Melis:

Per integrare design, sostenibilità, benessere e innovazione occorre sapersi muovere tra linguaggi molto diversi. Quali sfide e opportunità emergono dalla fusione di questi mondi?

«Quello di poter unire design, salute e innovazione è in realtà è proprio il motivo per cui abbiamo organizzato il workshop. E il motivo è ancora più importante oggi, in tempi di crisi globale, perché è diventato decisivo saper trovare una soluzione con il contributo di chi ha competenze diverse»

Jordan Keys:

È stato utile per comprendere le potenzialità della collaborazione interdisciplinare?

«Questo progetto ha davvero dato valore alla collaborazione interdisciplinare in modi che non avrei nemmeno immaginato. E ci ha fatto riflettere su come, in quest’era tecnologica, con le innovazioni dell’intelligenza artificiale, non possiamo più vivere isolati: fondamentale collaborare, studenti della facoltà di medicina osteopatica insieme agli studenti di Architettura e Design. Non solo perché così possiamo arrivare a creare un prodotto davvero innovativo per le persone con diverse disabilità, ma perché abbiamo potuto raggiungere livelli di tecnologia che, come medico, non avrei mai potuto nemmeno immaginare».

Alessandro Melis:

Quali idee emerse dal workshop hanno meglio incarnato il concetto di “design senza confini”?

«Impossibile fare degli esempi: tutte le idee presentate alla fine di questo percorso hanno colto in pieno la complessità del lavoro che c’è dietro l’ideazione di un paio di occhiali e lavorato per un design universale, non rivolto a un target specifico. Tutti tendiamo a considerare la tecnologia distante dalla creatività, addirittura un limite per il design, invece in questo workshop abbiamo visto che non appartiene a un campo diverso, al contrario è lo strumento che può riunire diversi aspetti del design, a partire dall’attenzione per i materiali. Perché la diversità nella creatività e la tecnologia sono il motore principale del futuro designer»

Jordan Keys:

Come sta cambiando il ruolo delle Università nel promuovere l’innovazione e formare la prossima generazione di creativi? 

«Industria e mondo accademico oggi dipendono completamente l’uno dall’altro. In Università stiamo formando la prossima generazione di professionisti, e sto parlando della generazione più intelligente e preparata con cui abbia mai lavorato. Ma quando ci si rivolge all’industria, allora ci si deve chiedere: quali sono i bisogni della comunità? E quando entrambi si mettono insieme si possono raggiungere le idee più innovative e stimolanti».

Alessandro Melis:

Il ruolo del designer oggi sembra spostarsi da «creatore» a «connettore». Come vedi questa trasformazione? 

«Come un ritorno all’origine di ciò che è il vero ruolo del designer creatore. Spesso si insegna agli studenti che la parola architetto significa “mastro costruttore”, ma in origine Aristotele ne aveva dato un’altra definizione: l’architetto come creatore di idee. Ed è esattamente quello che vogliamo per la prossima generazione di designer».

Appuntamento a MIDO 2026

Una platea internazionale

Le nuove montature, le lenti, i macchinari, i materiali, le tecnologie più innovative: MIDO si conferma uno degli appuntamenti di settore più importanti, in grado di richiamare ogni anno più di 40.000 visitatori. Per Marcolin, nell’elegante cornice del suo stand al Padiglione 1, sarà l’occasione di presentare in anteprima le nuove collezioni dei brand in portfolio e di proprietà, tra licenze consolidate e nuove acquisizioni. Come la nuova montatura in acetato e lenti ovali di TOM FORD Eyewear, presente anche con un modello da sole di ispirazione pilot di grande personalità della sua preziosa collezione Private. E la terza collezione firmata Christian Louboutin, che a MIDO si farà notare con un raffinato modello da sole dalla linea rettangolare.

Le anteprime

Tra le altre novità imperdibili, anche la new version dell’iconica montatura Orizzonte I di ZEGNA Eyewear, inconfondibile per la sua speciale costruzione con ponte rialzato e, per l’occasione, proposta in un’esclusiva versione in titanio progettata in modo da garantire un comfort “second skin”. E poi adidas Sport Eyewear e la sua nuova maschera, Kentro, perfetta da indossare durante la quotidiana sessione di corsa. Max Mara Eyewear, infine, presenta invece il suo ultimo elegante modello da sole in acetato. La linea è quella classica della “cat-eye shape”, ma con le aste in metallo tubolare.

Due anniversari

Negli spazi di Fieramilano Marcolin celebra anche due compleanni importanti, a partire dai 30 anni dal debutto di ic! berlin. L’iconico brand berlinese di successo sarà così celebrato in un’area dedicata con una special edition composta da sei modelli, tra occhiali da vista e da sole, caratterizzati dal minimalismo e dall’eccellenza materica che distinguono questo brand. Infine, per ricordare i 20 anni dall’acquisizione dell’house brand WEB EYEWEAR, si potranno vedere e indossare due nuovi modelli da sole del brand, con il loro inconfondibile torchon metallico sul frontale e sulle aste dove, a sorpresa, compare il nuovo logo creato ad hoc per questo anniversario.

Leadership Academy 2025/2026

Il progetto

Che le fondamenta di un’azienda come Marcolin siano le persone lo conferma anche l’innovativo progetto di formazione continua che, da cinque anni, promuove lo sviluppo delle competenze professionali interne all’organizzazione aziendale. Ma Leadership Academy, questo il nome del programma nato nel 2021 (e che, nel 2023, ha visto l’integrazione di moduli dedicati al potenziamento di soft skills tipiche della leadership al femminile), oltre a creare le condizioni migliori per valorizzare le attitudini di ciascuno è una palestra utile a formare nuovi team di lavoro competenti, inclusivi e in grado di affrontare le sfide di oggi.

I valori

Apertura al cambiamento, concretezza, responsabilità e spirito di appartenenza: sono alcuni dei temi che sono stati affrontati in questi anni nel corso degli incontri in Academy. Incontri che -anche in quest’ultima edizione- hanno toccato i principali temi nevralgici, dal dialogo sempre più stretto tra mondo fisico e digitale alla responsabilità sociale e ambientale delle aziende, fino alla competizione fra le piattaforme di sviluppo europee, cinesi e nord americane. Uno scenario sfidante che, oggi più che mai, richiede il pensiero agile e orientato al cambiamento di leader consapevoli e preparati.

La visita

Ad arricchire queste giornate di lavoro, studio e laboratori, la visita all’azienda Barovier e Toso di Murano, storica azienda nata nel 1200 e oggi leader indiscusso nella lavorazione del vetro e punto di riferimento per designer e artisti contemporanei che vogliono confrontarsi con un medium magico e particolare come il vetro. Un’eccellenza produttiva in cui, come accade in Marcolin, artigianato, tecnologia e creatività trovano un punto di incontro. E che, per questo, diventa fonte di ispirazione.

adidas Sport: stile e tecnologia sulle piste

Precisione in ogni discesa

Una visione sempre nitida in qualsiasi condizione atmosferica e una montatura ergonomica che garantisce una perfetta vestibilità: dallo sci alpino al freestyle e allo snowboard, le maschere da neve adidas Sport Performance ridefiniscono i concetti di visibilità e comfort. Pensate per gli atleti, hanno lenti ad alta definizione e un design contemporaneo che soddisfano le esigenze funzionali ed estetiche degli sportivi di ogni livello. Sono disponibili due modelli di maschere da neve tra cui scegliere, che si aggiungono agli iconici occhiali da sole Dunamis Evo, ideali anche per gli sport sulla neve come lo sci di fondo.

Adattabilità in azione

Grazie a un pratico sistema di aggancio magnetico, le lenti in policarbonato del modello SP0120 di adidas Sport possono essere sostituite a seconda delle condizioni meteo con un semplice gesto. Due le lenti in dotazione: una ottimizzata per condizioni di luce intensa e sole, l’altra progettata per migliorare il contrasto in caso di nebbia o scarsa illuminazione. Il sistema di ventilazione superiore, infine, ne impedisce l’appannamento e, grazie alla combinazione tra la fodera in schiuma e il cinturino elastico, la maschera rimane perfettamente aderente anche nelle discese più impegnative.

Design senza limiti

La maschera da neve SP0121 di adidas Sport si distingue per un’estetica pulita e minimalista ma sempre altamente funzionale. Le leggere lenti in policarbonato riducono i riflessi e l’affaticamento visivo, mentre la montatura a cerchio pieno e la ventilazione integrata ampliano il campo visivo e mantengono le lenti sempre trasparenti. Disponibili in diverse varianti di colore, queste maschere sono pensate per offrire comfort e sicurezza per tutta la giornata sulla neve.

Best Of 2025

I numeri

Quattro accordi di licenza rinnovati (Max Mara, adidas Sport e Originals, GUESS e GANT), l’ingresso di due nuovi brand in portfolio (rag & bone e GUESS Jeans) che si sono unite agli oltre 20 brand di lusso e lifestyle già nel portfolio e tre anniversari. I 40 anni della filiale Marcolin DACH, il ventesimo anniversario di TOM FORD Eyewear e i due anni dal debutto di questo magazine, Marcolin Stories. Uno spazio che, oltre a svelare i dietro le quinte, nel tempo ha dato visibilità a tanti protagonisti della famiglia Marcolin, parte di una galassia di contenuti che hanno contribuito a superare i 100.000 follower su LinkedIn. Sono solo alcuni dei numeri che possono raccontare questi ultimi 12 mesi.

La presenza all’estero

Per non tradire la sua vocazione internazionale, dopo quelli di Parigi, Londra e New York, quest’anno Marcolin ha inaugurato un nuovo showroom a Barcellona: 500 mq tra uffici e spazi espositivi affacciati sulla strategica e centralissima Avenida Diagonal. Una presenza che, insieme agli eventi più attesi e ormai tradizionali come i press day internazionali e i Summer Buying Days tra Europa, Asia e Stati Uniti, contribuisce a rafforzare la presenza del Gruppo in 125 Paesi del mondo.

Gli eventi

Impossibile chiudere l’anno senza citare “Framing Light”, la mostra-evento che si è tenuta all’inizio del 2025 nella cornice del Salone dei Tessuti di Milano, e che ha visto cinque fotografi confrontarsi sui valori dell’house brand WEB EYEWEAR. Ma il 2025 è stato anche l’anno della pubblicazione del primo bilancio di sostenibilità, tappa importantissima che, insieme al riconoscimento dei Best Employers 2025/26 e alla Pink Walk organizzata in tutte le filiali per sostenere la ricerca sul cancro, permette di chiudere l’anno con serenità. E con un pizzico di orgoglio in più.

Un nuovo showroom a Barcellona

La location

Sorge lungo uno degli assi principali e più popolari di Barcellona, Avenida Diagonal, il nuovo showroom di Marcolin inaugurato pochi giorni fa nel cuore della città catalana. Uno spazio di 500 mq luminoso e flessibile, nel quale le quotidiane attività degli uffici si inseriscono in modo funzionale alle necessità della grande zona espositiva, dedicata ai brand del portfolio dell’azienda di Longarone, luogo ideale per presentazioni, incontri e accordi commerciali.

Gli obiettivi

Dopo le aperture di Parigi, New York e Londra degli ultimi anni, il nuovo showroom di Barcellona rappresenta un passo importante per un’azienda che, fin dagli esordi, ha manifestato una forte vocazione internazionale, consolidando la sua presenza anche nel mercato spagnolo e del Sud Europa. Un luogo di ascolto, scambio di idee e collaborazione, oltre che di accordi commerciali, come ha ricordato Antonio Jové, Head of EMEA di Marcolin.

La presenza internazionale

Lo showroom di Barcellona si aggiunge così alle 15 filiali Marcolin presenti in Europa (Benelux, DACH, Francia, Italia, Paesi nordici, Portogallo, Spagna e Regno Unito), America (Stati Uniti, Brasile, Messico), Asia (Hong Kong, Shanghai, Singapore) e Australia (Sydney). Una rete internazionale che, insieme a più di 150 distributori partner di tutto il mondo, testimonia l’obiettivo di coltivare legami diretti con tutti i mercati per offrire servizi sempre più su misura alle necessità dei clienti.

Giuseppe Orlando

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Dalla tua esperienza internazionale, quali caratteristiche definiscono oggi il mercato dell’area Asia-Pacifico e quali leve finanziarie ne determinano il successo?

«Quella dell’Asia-Pacifico è una delle regioni più complesse e in rapida evoluzione al mondo. Un mosaico di mercati maturi e con margini ridotti nell’Asia settentrionale, e di economie in rapida espansione nel Sud-est asiatico. Per avere successo occorre combinare disciplina globale e agilità locale, agendo contemporaneamente come strateghi e risk manager.

In Marcolin Asia abbiamo messo a punto una funzione di Finanza Commerciale che promuove l’eccellenza nei prezzi, l’efficienza del capitale e una crescita positiva in termini di liquidità. Attraverso analisi in tempo reale e iniziative per la riduzione dei costi, riusciamo a bilanciare resilienza ed espansione, come dimostra – per esempio – la bontà delle decisioni di investimento coraggiose prese durante la pandemia, quelle che chiamo “rischi formativi”, che ora stanno dando i loro frutti. Il vero fattore differenziante sta nel convertire la volatilità in opportunità: allineare le priorità globali alle realtà locali e consentire all’azienda di fare di più con meno».

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In che modo la direzione finanziaria di Marcolin Asia contribuisce a dare forma alla strategia a lungo termine del brand?

«Oggi il direttore finanziario non è più solo un gestore dietro le quinte, ma un protagonista strategico nelle decisioni dell’azienda. In Marcolin Asia la funzione Finance è pienamente integrata in tutti i comparti dell’azienda: collabora con il Commerciale, il Marketing, con la catena di distribuzione, con le Risorse Umane e con il Servizio Clienti. All’esterno, la funzione Finance funge anche da ambasciatore aziendale e interagisce direttamente con clienti, distributori, fornitori e istituti finanziari per promuovere partnership trasparenti e sostenibili. Recentemente, infine, abbiamo coinvolto i clienti con investimenti strategici congiunti che dimostrano come collaborazione disciplinata e investimenti condivisi possano favorire la crescita, senza perdere in governance e rigore finanziario».

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Quali sono gli obiettivi di Marcolin in Asia nel breve e medio termine?

«Marcolin entra nel 2026 con una solida struttura e un rinnovato slancio. L’ingresso di ic! berlin rafforza il suo portafoglio nel Luxury e la sua presenza in Asia, creando nuove opportunità di crescita in Cina, Australia e Sud-est asiatico. Nel breve e nel medio periodo l’azienda continuerà a gestire con attenzione le proprie risorse, proteggendo i profitti e migliorando la capacità di generare liquidità, puntando allo stesso tempo a una crescita stabile e duratura, basata su principi di fiducia e trasparenza».