Lorenzo Barberio e Leo Kistermann

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Come definireste in sintesi il marchio ic! berlin?

Lorenzo: «Un brand di lusso con un’estetica minimalista e una lavorazione artigianale assolutamente non convenzionale: ic! berlin significa montature ultraleggere e flessibili che sfidano le regole. Acquisirlo, per Marcolin, ha significato avviare nuove relazioni commerciali con tutti quegli ottici che offrono marchi di design di alta gamma piuttosto che brand di moda».

Leo: «Un marchio leader nelle tecnologie per montature in acciaio inossidabile, acetato e titanio e per l’innovazione tecnica, come dimostra il recente sviluppo di Flexarbon, un ibrido di fibra di carbonio e polimeri avanzati che ridefinisce la flessibilità e la durata delle montature. E un brand che mette grande grande attenzione al design, specie a quello ispirato al mondo automobilistico, grazie alle partnership con Mercedes-Benz».

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Qual è oggi la strategia di Marcolin per la promozione del brand?

Lorenzo: «Dopo l’acquisizione abbiamo dedicato gran parte del 2024 a promuovere il nostro portfolio in tutti i mercati, creando però percorsi distinti per valorizzare i marchi di fascia alta come TOM FORD, Zegna, Christian Louboutin e ic! berlin e quelli lifestyle, che includono MCM, Max Mara, MAX&Co., Guess, Sketchers, Timberland, BMW e Harley Davidson. Senza dimenticare il segmento sport che, con adidas, offre grandi opportunità soprattutto nella regione Asia-Pacifico».

Leo: «Questo è il momento di tornare alle radici di ic! berlin per costruire il suo futuro come marchio globale. E un esempio viene dalla collezione ic! berlin di quest’anno: 15 montature nelle quali si fondono perfettamente eleganza tecnica e innovazione, come lenti sfumate “Pineapple Gradient”, la reintroduzione dell’iconica montatura Robin, dal design pulitissimo e leggero, e un uso audace del colore, come le lenti “Havana Haze”».

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Ci sono altri progetti per la regione Asia-Pacifico?

Lorenzo: «ic! berlin è una risorsa chiave per la crescita di Marcolin nella regione Asia-Pacifico, in particolare in mercati come Cina, Corea del Sud e Giappone: nel primo semestre 2025 nell’area APAC abbiamo registrato una crescita a due cifre rispetto allo scorso anno. In alcuni di questi mercati, come la Thailandia e Taiwan, ic! berlin è già leader di mercato rispetto a tutti gli altri marchi di lusso e ora stiamo puntando alla Cina continentale, dove da quest’anno abbiamo accesso diretto al mercato grazie alla nostra filiale: prevediamo che per ic! berlin il mercato cinese diventerà nel tempo il più grande al mondo».

Leo: «Continueremo a lavorare nel rispetto delle diverse culture e con l’obiettivo di offrire ai mercati locali qualcosa di unico e coerente con i nostri valori e l’attenzione alla qualità. Per riuscirci, siamo orgogliosi di collaborare con i nostri partner commerciali locali e con una selezione di clienti chiave per creare delle capsule collection ad hoc, che rispondano a esigenze, gusti e tendenze specifiche. Perché i Paesi asiatici rappresentano per noi una grande opportunità di crescita».

Con le mani e con il cuore

La Festa del “doppio sette”

Presente sul mercato cinese da molti anni e, dal 2021, con una filiale nel quartiere commerciale e finanziario al centro di Shanghai, Marcolin è uno tra i brand luxury dell’Eyewear più apprezzati dalla clientela cinese, specie quella più giovane. E, in questi giorni, in collaborazione con i suoi rivenditori locali, anche la filiale orientale di Marcolin celebra la festa di Qixi o “del doppio sette”, il cosiddetto “Chinese Valentine’s Day”. Una ricorrenza che ha sì a che fare con gli innamorati, come succede il 14 febbraio nel resto del mondo, ma la cui origine antichissima, in realtà, è legata anche al valore culturale ed economico che da sempre riveste l’artigianato in questo Paese.

Una leggenda romantica

Le origini della festa sono legate a una delle quattro grandi leggende popolari cinesi, la leggenda di Qixi, nella quale si racconta dell’amore contrastato tra Zinhü, divinità e abile tessitrice, e Niulang, un giovane uomo. Dopo averli separati, la Regina Madre del cielo, commossa dalla loro disperazione, fece ai due innamorati una concessione: potersi incontrare una volta l’anno, il settimo giorno del settimo mese lunare. Cioè il giorno in cui, oggi, si celebra la festa di Qixi, che quest’anno cade il 29 agosto. Una ricorrenza che viene onorata tra cuoricini, fiori e cene a lume di candela, mentre un tempo si tenevano gare di tessitura al chiaro di luna e le ragazze andavano al tempio per chiedere di avere mani più abili nei lavori tessili.

Il valore del “fatto a mano”

Che la festa di Qixi sia tra le ricorrenze più sentite lo dimostra il fatto che, dal 2006, il Consiglio di Stato della Repubblica popolare cinese l’ha inclusa nell’elenco del patrimonio culturale immateriale. Per i cinesi è l’occasione per celebrare l’amore, ma anche di ricordare quanto la ceramica, la seta, la lacca, l’intaglio e la lavorazione dei metalli in Cina abbiano avuto un’importanza cruciale. Una storia di lavoro e abilità che oggi, nello sforzo di unire tradizione e innovazione, si rinnova anche attraverso inedite collaborazioni con brand internazionali. Come Marcolin, che collabora con designer cinesi, ha portato a Shangai la formula di successo dei “Marcolin Talk” e offre ai clienti cinesi esperienze di acquisto sempre diverse, su misura e immersive.

 

Tendenze: le shape dell’estate

Minimalisti

Purezza geometrica e design unisex: sono le caratteristiche degli occhiali da sole più minimal, con lenti rigorosamente total black, che rivisitano lo stile pulito amato negli anni Novanta. In acetato ma anche in metallo o in versione a giorno, ovali o leggermente squadrati, questi modelli si fanno notare per l’eleganza discreta che li rende facili da abbinare e perfetti per il mare come per la città. Perfino la sera, quando diventano l’accessorio che regala personalità anche alla mise più classica.

A goccia

Dai primi modelli, disegnati circa un secolo fa per proteggere gli occhi dei piloti dell’aviazione, l’iconica shape pilot continua a dominare anche l’estate 2025. Ma reinterpretata in varianti più contemporanee: a specchio oppure chunky, con montatura robusta e lenti colorate, oppure in versione light, con la montatura sottile. Un classico dell’eyewear dal design unisex che fa subito estate.

Maxi

Direttamente dagli anni ’70, quest’estate sono tornate anche le montature dalla silhouette tondeggiante e maxi, che fanno subito diva. E, per chi ama osare, il grande trend delle shape king-size riguarda anche gli occhiali a mascherina, amati soprattutto dai più giovani. Grandi, colorati e avvolgenti (perfino in versione a specchio) dal mondo dello sport hanno dominato le passerelle delle ultime sfilate per conquistare la stagione tra spiagge e città d’arte perfino, come accessorio trendy, dopo il tramonto.

Evoluzione di un occhiale

Leggerezza e protezione

Leggeri, dall’ottima visibilità e stabili in ogni condizione: in bici, durante un’arrampicata o una corsa. Per lo sport outdoor gli occhiali da sole giusti devono avere questi requisiti, perché hanno il compito di proteggere per ore gli occhi da sole, vento e sudore, senza appannarsi e rimanendo ben saldi sul naso anche durante i movimenti più intensi e improvvisi. Esattamente le caratteristiche di Dunamis EVO di adidas, l’evoluzione del modello Dunamis, più mobile e flessibile, che è già diventato un classico dello sport eyewear.

Aderenza e stabilità

Ispirato alla parola greca che indica potenza e forza interiore, il nome stesso di Dunamis racconta già molto di un occhiale nato per il movimento. Non a caso il modello EVO mantiene l’esclusiva lente termoformata disegnata da Marcolin, dall’iconica struttura avvolgente, dalla shape ampia e aerodimnamica, che protegge gli occhi ma lascia respirare la pelle. E inserisce elementi come i terminali in gomma, ai punti antiscivolo sulle aste e, soprattutto, la barra interna, caratteristiche che rendono questi occhiali perfettamente stabili anche durante gli allenamenti a maggiore intensità.

Tecnologia e sicurezza

Non basta. Un innovativo sistema di ventilazione (con fori sulle aste, sui naselli e sulla parte alta del frontale) riduce la sudorazione e impedisce la formazione di condensa, assicurando una visione nitida durante tutto il training. In caso di pioggia, grazie agli speciali trattamenti “hydrophobic and oleophobic” sulle lenti, le gocce d’acqua o di sporco oleoso scivolano via senza lasciare traccia. Così la visibilità, uno degli elementi fondamentali per la sicurezza dell’atleta, è massima. E ci si può concentrare sullo sport senza preoccuparsi degli occhiali.

Mercedes-Benz | ic! berlin 2025: L’eleganza retrofuturistica prende forma

Una filosofia condivisa: forma, funzione e materiali senza tempo

Per il quinto anno consecutivo, Mercedes-Benz e ic! berlin collaborano a una collezione che celebra la purezza dei materiali e la riduzione formale. La filosofia di Mercedes-Benz, “Sensual Purity”, si riflette in ogni dettaglio: una sintesi di emozione e intelligenza, calore e rigore. La scelta di materiali autentici, come l’acciaio inox laminato a freddo e l’acetato a base di cotone, rappresenta un impegno verso un design durevole, elegante e intrinsecamente funzionale.

Design retrò, spirito contemporaneo

Ispirato ai design iconici del passato, il team di design berlinese ha reinterpretato forme classiche come il navigator, spingendosi verso una maggiore essenzialità. Il risultato sono quattro modelli unici: MB21, MB22, MB24 e il modello ibrido, ciascuno con una presenza sobria ma d’impatto. Le forme si alleggeriscono, i dettagli si riducono all’essenziale, raggiungendo un equilibrio perfetto tra memoria e modernità. L’obiettivo non è solo estetico, ma anche quello di valorizzare il materiale stesso attraverso luce, ombra e struttura.

Tecnologia al servizio del minimalismo

Oltre al design, evolve anche la funzionalità: le lenti fotocromatiche dei modelli MB22 e MB24 si adattano automaticamente alla luce, passando da trasparenti a scure in meno di due minuti. Una scelta ideale per chi predilige uno stile di vita essenziale, fatto di pochi oggetti ma di alta qualità.

Marco D’Acunzo

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In un momento di agitazione dei mercati globali, quali possono essere le strategie utili per sostenere e valorizzare il Made in Italy, in particolare l’eyewear?

«Gestire i continui cambiamenti che oggi presenta il mercato richiede prima di tutto una strategia forte e bene organizzata. Allo stesso tempo, i momenti più sfidanti sono quelli in cui si possono trovare nuove opportunità, che consentiranno di ottenere vantaggi nel medio e lungo periodo. Un’azienda come Marcolin ha dalla sua un portfolio di brand prestigiosi e la capacità di offrire servizi di altissimo livello, in sintonia con i valori espressi dai diversi marchi. Anche nelle situazioni di turbolenza, dunque, una visione condivisa è la chiave per gestire le sfide e rispondere alle richieste dei clienti, che sono sempre alla ricerca di qualcosa di unico».

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Christian Louboutin, Abercrombie & Fitch e Hollister sono i tre nuovi marchi entrati di recente nel portfolio di Marcolin. Su cosa punterà per raccontarli al pubblico statunitense?

«Christian Louboutin, che ha fatto della sua suola rossa uno dei dettagli più iconici della moda luxury, ha scelto Marcolin per debuttare nel segmento con una collezione che, nella cura dei dettagli e nell’unicità del design, riflette tutto il prestigio del marchio. Abercrombie e Hollister, invece, hanno un target diverso: quello della GenZ e dei Millenials, quindi giovani e con un forte senso della community, questo vuol dire utilizzare un linguaggio diverso, essere presenti nei loro ambienti e dialogare con i brand di moda streetwear. TOM FORD, infine, luxury brand legato a Marcolin da molto più tempo, è uno dei marchi più amati dai professionisti. Brand molto diversi tra loro, che ci hanno permesso di rafforzare la nostra presenza globale sul mercato».

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In che modo potrebbe evolvere la relazione con il mercato nordamericano di un’azienda autorevole come Marcolin?

«Quello del Nord America è uno dei mercati più interessanti per l’eyewear, sia per dimensioni che per valore economico e Marcolin, grazie ai brand del suo portfolio, può rivolgersi a ogni segmento della grande platea di consumatori. Questo, insieme a uno standard molto elevato di servizi, ci rende estremamente competitivi e attraenti: se il mercato evolve rapidamente, per guidare il cambiamento e cogliere tutte le opportunità che il mercato presenta, Marcolin si muove ancora più velocemente».

Martin Bremer

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Cosa significa oggi il design e come si è evoluto il ruolo del designer?

«Oggi il design è diventato incredibilmente importante, perché rappresenta uno dei modi più diretti in cui le persone si relazionano con un prodotto. I prodotti non si basano più solo sull’innovazione tecnica: il design gioca un ruolo decisivo nella scelta d’acquisto. Negli ultimi decenni, il design è passato dall’essere un reparto secondario a una divisione strategica che riporta direttamente al consiglio direttivo. Questo cambiamento dimostra quanto il design sia centrale nella strategia complessiva dei grandi marchi. Il ruolo del designer si è ampliato: non si tratta più solo di creare forme, ma di sviluppare un’estetica distintiva e un linguaggio culturale che conferisca ai prodotti un’identità unica».

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Quali sono le maggiori sfide per i designer oggi?

«Le persone desiderano più che mai l’autenticità, sembra essere proprio l’idea di genuinità a risuonare in modo più ampio. I brand devono riflettere su cosa rappresenta per loro l’autenticità e interpretarla nel contesto attuale.
Un’altra grande sfida è evitare l’omologazione che può derivare da un uso eccessivo dell’intelligenza artificiale. La vera innovazione nasce da idee originali, non semplicemente premendo un pulsante e lasciando che un software faccia tutto il lavoro. Inoltre, è facile creare complessità, ma la vera sfida sta nella semplificazione e nella riduzione. È questo che conferisce al design un valore duraturo e una qualità senza tempo».

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3. Come possono i marchi rafforzare il loro potenziale innovativo e mantenere il proprio fascino in un periodo di incertezza generale?

«Lo scambio culturale è fondamentale per restare all’avanguardia e creare design straordinari. È essenziale imparare davvero da chi realizza i prodotti visitando i laboratori, osservando i processi produttivi e ascoltando chi lavora ogni giorno con i materiali. L’innovazione nei materiali non può nascere solo davanti a uno schermo. Il lavoro fisico con i materiali e la costruzione manuale generano forme e soluzioni con un’anima diversa. Il design autentico e significativo nasce da questa esperienza diretta, ed è proprio questo approccio che consente a un marchio di distinguersi e prosperare anche in condizioni di mercato incerte».

 

 

Leggi l’intervista completa qui:

https://www.ic-berlin.com/journal/ic-berlin-im-gesprach-mit-martin-bremer-designer-und-denker-hinter-den-marken-der-mercedes-benz-group/

Summer Buying Days 2025

Appuntamento sui colli bolognesi

A chiusura di un primo semestre intenso e di grandi soddisfazioni, che ha visto la crescita e il consolidamento dei suoi brand, anche quest’anno Marcolin ha scelto di riunire buyer e collaboratori dell’area Europa, Medio Oriente e Africa per il consueto appuntamento dei Summer Buying Days. Tenuti dal 15 al 21 giugno, sono stati l’occasione perfetta per rafforzare le collaborazioni, presentare le nuove collezioni e confrontarsi sui progetti futuri in una cornice informale, piacevole ed elegante. Quella di Palazzo di Varignana, immerso nel verde e nella bellezza dei colli bolognesi.

Le nuove collezioni

Tanti i momenti clou dell’edizione di quest’anno, a partire dal debutto delle nuove collezioni firmate Christian Louboutin Eyewear e K-Way Eyewear e dall’ufficializzazione del nuovo accordo in esclusiva con il brand di moda americano rag&bone. Ma i Buying Days 2025 hanno anche visto l’anteprima mondiale della linea GUESS Jeans Eyewear e della nuova collezione Abercrombie & Fitch Eyewear.

Un compleanno da ricordare

Importante anche l’elenco delle licenze rinnovate nel 2025, con brand del luxury come Max Mara, GUESS e Gant. E oltre a confermarsi un appuntamento strategico per Marcolin, l’edizione 2025 dei Summer Buying Days 2025 è anche l’occasione per celebrare i primi 20 anni di TOM FORD Eyewear: due decenni di successi scaturiti dalla perfetta sintonia tra l’eccellenza produttiva di Marcolin e la visione sofisticata del marchio TOM FORD, icona della moda internazionale.

Ashley Mills

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The Vision Council ha una lunga tradizione di campagne di sensibilizzazione a tutela della salute visiva. Quando è stata istituita per la prima volta la Giornata Nazionale degli Occhiali da Sole e perché? Cosa mira a ottenere The Vision Council in questo periodo dell’anno?

Il National Sunglasses Day è stato lanciato nel 2009 per celebrare questo accessorio iconico e, ancor più importante, per mettere in evidenza il suo ruolo nella protezione degli occhi dai danni causati dai raggi UV. Da allora, è diventato un appuntamento chiave ogni anno, con il messaggio costante che la protezione dai raggi UV è una necessità quotidiana – non solo una considerazione stagionale. Attraverso campagne nazionali e un vasto kit di strumenti gratuiti a disposizione di rivenditori, professionisti della cura degli occhi, insegnanti e media, The Vision Council si impegna a rendere disponibili al pubblico informazioni accurate e facilmente accessibili. Quest’anno, stiamo anche organizzando un evento esclusivo per i media a New York per dare ulteriore visibilità all’iniziativa e amplificare il messaggio.

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A cosa dovrebbero prestare particolare attenzione le persone quando acquistano un paio di occhiali da sole?

Si parte dalla protezione. La caratteristica più importante da cercare è un’etichetta con la dicitura “100% protezione UV”. Poi bisogna pensare alla praticità e alla vestibilità. Considera dove e come li userai – per spostarti, guidare, fare escursioni o rilassarti in spiaggia – e scegli lenti e montature adatte alle tue esigenze. Naturalmente, gli occhiali da sole sono anche un’espressione dello stile personale, quindi, che tu preferisca qualcosa di audace o discreto, il miglior paio sarà quello che indosserai davvero ogni giorno.

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Tutti conoscono la storia e il ruolo di un’azienda come Marcolin nel settore eyewear: quali sono i punti di forza su cui avete trovato sintonia?

La nostra collaborazione con Marcolin si basa su valori condivisi: artigianalità, innovazione e una profonda conoscenza del consumatore. La loro lunga esperienza nello sviluppo di occhiali all’avanguardia e di tendenza li rende un partner ideale mentre lavoriamo per sensibilizzare sull’importanza della protezione UV. L’attenzione costante di Marcolin alla sostenibilità è un ottimo esempio di come – proprio come The Vision Council – l’azienda continui a evolversi e modernizzarsi con una visione e una missione ben definite. Siamo particolarmente grati per il loro supporto in qualità di Visionary Sponsor della Vision Council Foundation, che ci aiuta ad ampliare la portata del National Sunglasses Day e a rafforzare l’idea che gli occhiali siano fondamentali sia per la salute che per l’espressione di sé.

Nicolò Parsenziani

È possibile comunicare in modo efficace un prodotto senza mai mostrarlo ma interpretando i valori del brand, come ti è stato chiesto per il progetto WEB EYEWEAR-Framing Light?

«Secondo me assolutamente sì: nei miei servizi fashion cerco sempre di creare un moodboard, una narrazione che dia un’anima alle storie, non parto mai dal prodotto. Un tipo di sguardo che contribuisce a creare una community che condivide gli stessi valori prima ancora che un abito o un accessorio».

A cosa ti sei ispirato per declinare concetti come trasparenza, gusto e quiet luxury?

«Ho cercato di riflettere su questi concetti a livello personale, scegliendo di calarli nel quotidiano. Ecco, dunque, il gusto di alcuni elementi base della cucina mediterranea, come l’olio e il pane; la trasparenza di un sottile telo di plastica che avvolge dei fiori, e il lusso di un mazzo di fiori intravisto dallo specchietto retrovisore di un’auto immersa nel traffico milanese. I fiori sono un tema ricorrente del mio lavoro e, in questo caso, ho voluto giocare sul contrasto tra il caos della città e la bellezza quieta della natura, portata all’interno dell’abitacolo di un’auto».

Quale, tra tanti, è stato lo scatto più sfidante?

«Sicuramente quello con la collana di ghiaccio: non avevo calcolato che il ghiaccio a contatto della pelle brucia, ho messo un po’ in difficoltà la modella. Mentre i piccoli “errori” come il pane bruciacchiato, una sfocatura, una gocciolina o qualcosa fuori posto, sono voluti e sono parte del mio stile, quasi una “firma”, che mi permette di far emergere un lato umano, imperfetto, anche negli scatti commerciali».