Summer Buying Days 2025

Appuntamento sui colli bolognesi

A chiusura di un primo semestre intenso e di grandi soddisfazioni, che ha visto la crescita e il consolidamento dei suoi brand, anche quest’anno Marcolin ha scelto di riunire buyer e collaboratori dell’area Europa, Medio Oriente e Africa per il consueto appuntamento dei Summer Buying Days. Tenuti dal 15 al 21 giugno, sono stati l’occasione perfetta per rafforzare le collaborazioni, presentare le nuove collezioni e confrontarsi sui progetti futuri in una cornice informale, piacevole ed elegante. Quella di Palazzo di Varignana, immerso nel verde e nella bellezza dei colli bolognesi.

Le nuove collezioni

Tanti i momenti clou dell’edizione di quest’anno, a partire dal debutto delle nuove collezioni firmate Christian Louboutin Eyewear e K-Way Eyewear e dall’ufficializzazione del nuovo accordo in esclusiva con il brand di moda americano rag&bone. Ma i Buying Days 2025 hanno anche visto l’anteprima mondiale della linea GUESS Jeans Eyewear e della nuova collezione Abercrombie & Fitch Eyewear.

Un compleanno da ricordare

Importante anche l’elenco delle licenze rinnovate nel 2025, con brand del luxury come Max Mara, GUESS e Gant. E oltre a confermarsi un appuntamento strategico per Marcolin, l’edizione 2025 dei Summer Buying Days 2025 è anche l’occasione per celebrare i primi 20 anni di TOM FORD Eyewear: due decenni di successi scaturiti dalla perfetta sintonia tra l’eccellenza produttiva di Marcolin e la visione sofisticata del marchio TOM FORD, icona della moda internazionale.

Ashley Mills

1

The Vision Council ha una lunga tradizione di campagne di sensibilizzazione a tutela della salute visiva. Quando è stata istituita per la prima volta la Giornata Nazionale degli Occhiali da Sole e perché? Cosa mira a ottenere The Vision Council in questo periodo dell’anno?

Il National Sunglasses Day è stato lanciato nel 2009 per celebrare questo accessorio iconico e, ancor più importante, per mettere in evidenza il suo ruolo nella protezione degli occhi dai danni causati dai raggi UV. Da allora, è diventato un appuntamento chiave ogni anno, con il messaggio costante che la protezione dai raggi UV è una necessità quotidiana – non solo una considerazione stagionale. Attraverso campagne nazionali e un vasto kit di strumenti gratuiti a disposizione di rivenditori, professionisti della cura degli occhi, insegnanti e media, The Vision Council si impegna a rendere disponibili al pubblico informazioni accurate e facilmente accessibili. Quest’anno, stiamo anche organizzando un evento esclusivo per i media a New York per dare ulteriore visibilità all’iniziativa e amplificare il messaggio.

2

A cosa dovrebbero prestare particolare attenzione le persone quando acquistano un paio di occhiali da sole?

Si parte dalla protezione. La caratteristica più importante da cercare è un’etichetta con la dicitura “100% protezione UV”. Poi bisogna pensare alla praticità e alla vestibilità. Considera dove e come li userai – per spostarti, guidare, fare escursioni o rilassarti in spiaggia – e scegli lenti e montature adatte alle tue esigenze. Naturalmente, gli occhiali da sole sono anche un’espressione dello stile personale, quindi, che tu preferisca qualcosa di audace o discreto, il miglior paio sarà quello che indosserai davvero ogni giorno.

3

Tutti conoscono la storia e il ruolo di un’azienda come Marcolin nel settore eyewear: quali sono i punti di forza su cui avete trovato sintonia?

La nostra collaborazione con Marcolin si basa su valori condivisi: artigianalità, innovazione e una profonda conoscenza del consumatore. La loro lunga esperienza nello sviluppo di occhiali all’avanguardia e di tendenza li rende un partner ideale mentre lavoriamo per sensibilizzare sull’importanza della protezione UV. L’attenzione costante di Marcolin alla sostenibilità è un ottimo esempio di come – proprio come The Vision Council – l’azienda continui a evolversi e modernizzarsi con una visione e una missione ben definite. Siamo particolarmente grati per il loro supporto in qualità di Visionary Sponsor della Vision Council Foundation, che ci aiuta ad ampliare la portata del National Sunglasses Day e a rafforzare l’idea che gli occhiali siano fondamentali sia per la salute che per l’espressione di sé.

Nicolò Parsenziani

È possibile comunicare in modo efficace un prodotto senza mai mostrarlo ma interpretando i valori del brand, come ti è stato chiesto per il progetto WEB EYEWEAR-Framing Light?

«Secondo me assolutamente sì: nei miei servizi fashion cerco sempre di creare un moodboard, una narrazione che dia un’anima alle storie, non parto mai dal prodotto. Un tipo di sguardo che contribuisce a creare una community che condivide gli stessi valori prima ancora che un abito o un accessorio».

A cosa ti sei ispirato per declinare concetti come trasparenza, gusto e quiet luxury?

«Ho cercato di riflettere su questi concetti a livello personale, scegliendo di calarli nel quotidiano. Ecco, dunque, il gusto di alcuni elementi base della cucina mediterranea, come l’olio e il pane; la trasparenza di un sottile telo di plastica che avvolge dei fiori, e il lusso di un mazzo di fiori intravisto dallo specchietto retrovisore di un’auto immersa nel traffico milanese. I fiori sono un tema ricorrente del mio lavoro e, in questo caso, ho voluto giocare sul contrasto tra il caos della città e la bellezza quieta della natura, portata all’interno dell’abitacolo di un’auto».

Quale, tra tanti, è stato lo scatto più sfidante?

«Sicuramente quello con la collana di ghiaccio: non avevo calcolato che il ghiaccio a contatto della pelle brucia, ho messo un po’ in difficoltà la modella. Mentre i piccoli “errori” come il pane bruciacchiato, una sfocatura, una gocciolina o qualcosa fuori posto, sono voluti e sono parte del mio stile, quasi una “firma”, che mi permette di far emergere un lato umano, imperfetto, anche negli scatti commerciali».

Davide Lunghi

1. Un piccolo bilancio a sei mesi dal suo insediamento a Berlino: quali strade avete intrapreso per consolidare e promuovere un marchio così caratterizzato come ic!berlin?

Insieme al team locale di ic! berlin e grazie al supporto del team Marcolin, stiamo lavorando insieme su tre assi:

 

Rafforzamento coerenza identità di marca

ic! berlin ha sempre puntato su un’identità ben definita: occhiali high-tech, leggeri, funzionali e dal design industriale. Il nome stesso e la comunicazione visiva riflettono uno stile urbano, giovane e anticonvenzionale.

 

Innovazione prodotto

Uno dei capisaldi del marchio è la tecnologia brevettata della cerniera senza viti. A seguito e più di recente sono entrate in gioco innovazioni di materiali, come la gamma brevettata Flexarbon. Questi elementi distintivi su cui ci stiamo focalizzando, permettono a ic! berlin di differenziarsi nettamente nel mercato e di posizionarsi come leader nel design funzionale.

 

Comunicazione non convenzionale

Nel passato, ic! berlin ha spesso adottato un tono diretto, ironico, e fuori dagli schemi. Stiamo lavorando in modo intenso per rilanciare il messaggio e un mindest “unconventional thinking” correlato alla eccellente artigianalità che contraddistingue il prodotto dalla competizione.

2. Le montature ic! berlin si riconoscono subito per i dettagli tecnici (leggerissime, senza viti, flessibili) e per il design super contemporaneo: chi è il cliente-tipo di questo brand?

Il/la cliente di ic! berlin è l’esteta tecnico/a, una persona che unisce il gusto per la bellezza – design, forme, estetica- con una passione profonda per la funzionalità, la precisione e la tecnologia. Sceglie le cose belle e ben fatte perchè intelligenti, ingegnose, e spesso minimaliste. Ha lo spirito da ingegnere, col cuore da designer alla ricerca di minimalismo consapevole e eleganza razionale.

3. Tra i suoi compiti, anche quello di portare ic! berlin a presidiare maggiorente i principali mercati internazionali grazie al network del Gruppo Marcolin. Una sfida, specialmente in questo momento: quali le strategie per superare una fase di generale incertezza?

Al fine di superare questa fase, stiamo facendo leva su due aspetti fondamentali.

 

Focus sulla qualità e sull’artigianalità

La nostra attenzione alla qualità e all’artigianalità dei prodotti ci permette di rimanere distintivi e di offrire un valore aggiunto al/la cliente. In un mondo in continua evoluzione, ic! berlin continua a puntare su una proposta altamente qualitativa e innovativa che rappresenta una certezza per i/le nostri/e consumatori/trici.

 

Rafforzamento della rete distributiva

Grazie alla solida rete del Gruppo Marcolin, stiamo rafforzando la nostra presenza nei mercati chiave, potenziando sia la distribuzione fisica che online. Inoltre, stiamo concentrando i nostri sforzi per rispondere in modo mirato alle esigenze specifiche dei consumatori locali, consolidando così la nostra presenza e allineandoci alle particolari necessità di ciascun mercato chiave.

Due anni di “Stories”

Oltre il prodotto

Raccontare l’identità, l’universo sociale e quello produttivo di Marcolin in modo innovativo, con il taglio giornalistico e contemporaneo di un magazine, non parlando solo di prodotti ma anche di idee, tendenze, valori e visioni mostrano una realtà dinamica oltre la superficie delle cose. È stata questa la sfida che, due anni fa, ha portato alla nascita di “Stories”, il magazine che, nella cornice del sito di Marcolin, ogni settimana ha raccontato e racconta le tappe, la filosofia e i progetti di questa azienda.

L’importanza dello sguardo

Lo fa con i “dietro le quinte” di eventi e manifestazioni di settore, con le storie dei marchi e delle collezioni più iconiche, con le curiosità sulle acquisizioni e sulle varie fasi di creazione di un paio di occhiali. E, da vero magazine, Stories esplora anche altri territori, raccogliendo le riflessioni e le “visioni sconfinate” dei protagonisti di mondi differenti tra la fotografia e lo sport, il food e la moda, il marketing e la ricerca, l’arte e il design: il loro sguardo può essere di grande ispirazione.

Verso il cambiamento

Stories non è solo una bella storia di brand journalism fatta di 134 articoli in due anni, ma un laboratorio in continua evoluzione perché a cambiare, sempre più rapidamente, è il mondo intero. Lo sono i mercati, i gusti del pubblico, gli interessi di questa o quella generazione, i bisogni, le priorità, i modi di viaggiare, le necessità del pianeta. E se un’azienda, come un corpo vivo, deve sapersi muovere con il cambiamento, un progetto editoriale come questo non può essere da meno.

Il design rétro incontra l’innovazione

Una collaborazione consolidata

La nuova collezione di occhiali di Mercedes-Benz, Mercedes-AMG e ic! berlin unisce il fascino senza tempo del design rétro con l’innovazione moderna. Questa esclusiva collaborazione, giunta alla sua sesta edizione, presenta quattro modelli distinti: due paia di occhiali da vista e due paia di occhiali da sole. Ogni modello è una testimonianza della precisione e dell’esperienza di ic! berlin, realizzato a mano nella loro sede di Berlino. La collezione si ispira agli elementi di design distintivi delle vetture Mercedes-Benz e Mercedes-AMG, combinando comfort e resistenza in ogni pezzo. Con oltre cinquantacinque anni di eccellenza automobilistica, AMG porta la sua estetica dinamica e orientata alla performance nel mondo degli occhiali, fondendosi con l’approccio minimalista di ic! berlin per creare design di alta gamma che funzionano sia sulla pista da corsa che nella vita quotidiana.

Mercedes-Benz: eleganza iconica e senza tempo

I modelli di occhiali Mercedes-Benz di questa collezione mettono in mostra un design minimalista, traducendo elementi rétro in un’estetica contemporanea e raffinata. Dettagli sofisticati come il motivo a stella sulle astine e le linee fluide sono i punti salienti. Un elemento distintivo della collezione è l’inclusione di lenti fotocromatiche, che si adattano automaticamente alle condizioni di luce mutevoli, offrendo il massimo comfort visivo in diverse situazioni. Inoltre, la collezione introduce due modelli ibridi in acetato, che offrono un aspetto moderno e lussuoso, in perfetta sintonia con l’eleganza iconica del marchio. La collezione prosegue la lunga collaborazione con ic! berlin, combinando alta precisione con tecnologie innovative per garantire sia stile che funzionalità.

Mercedes-AMG: performance, dinamicità e sportività

Per Mercedes-AMG, la collezione di occhiali abbraccia un design più dinamico e audace, riflettendo lo spirito orientato alla performance del marchio. I modelli offrono comfort ultra-leggero combinato con un design rétro sportivo, ma comunque adatto all’uso quotidiano. In particolare, due dei modelli incorporano il carbonio FLEXARBON®, un materiale rivoluzionario creato tramite la laminazione precisa di fino a otto strati di fibre di carbonio. Disponibili nei sorprendenti motivi “Twill Night” e “Raw Night”, questi design si ispirano agli interni delle vetture AMG, offrendo una fusione unica di performance e stile. Il FLEXARBON® è il risultato di una collaborazione triennale con scienziati e vanta eccezionale resistenza, flessibilità e una costruzione ultra-leggera di solo 0,3 mm di spessore.

Giulia Mantovani

1

È possibile comunicare in modo efficace un prodotto senza mai mostrarlo ma interpretando i valori del brand, come ti è stato chiesto per il progetto WEB EYEWEAR-Framing Light?

«Sì, ma per farlo occorre abbracciare una vision molto ampia, che va oltre il prodotto. E che, senza tradire la propria personale ricerca estetica, riesce a orientarsi su un linguaggio artistico per, in questo caso, interpretare i valori su cui si fonda un’azienda. Per me, che lavoro soprattutto con i brand per progetti commerciali, è stata un’opportunità molto sfidante».

2

A cosa ti sei ispirata per declinare concetti come trasparenza, gusto e quiet luxury?

«Ho un po’riflettuto su questi valori a livello personale, cercando di interpretarli con semplicità, calati nel quotidiano, in un’atmosfera di serenità. Il concetto di gusto, per esempio, nelle mie immagini è diventato “gusto della vita”, raffigurato dalle immagini luminose di una tavola estiva, all’aperto, fotografata però a fine pranzo, nell’attimo immediatamente successivo a un momento di convivialità, dunque scene di serenità ma con una piccola nota nostalgica. Il quiet luxury invece l’ho tradotto nella luce e nell’atmosfera calda e sfumata di una spiaggia di Cefalù, richiamo al vero lusso dei ritmi lenti del riposo e stacco».

3

Quale, tra tanti, è stato lo scatto più sfidante?

«Quello della trasparenza, un concetto astratto richiama anche valori importanti come onestà e sincerità, per me è stato il tema più complicato. Dopo molte riflessioni, per queste immagini ho scelto di lavorare con una modella su una spiaggia della Liguria, cercando di cogliere il delicato gioco visivo fatto di riflessi e acqua».

Ogni donna è straordinaria

La Campagna

Non importa chi sia, come viva, che cosa abbia realizzato: ogni donna, finalmente libera dall’ansia di essere perfetta, può trovare la propria voce e abbracciare la propria autentica identità. È la filosofia di un brand come Max Mara che, da oltre 70 anni, crea abiti che valorizzano la forza e il carattere delle donne, come racconta bene la campagna “Forget Perfection, you are Remarkable” firmata dal fotografo e regista di moda più creativo del momento, Oliver Hadlee Pearch, e girata nelle strade di Londra. Protagonista la modella Bibi Breslin, vivace ed elegante interprete di una donna che, libera dall’ingannevole obiettivo della perfezione, cammina serena ma decisa verso i suoi obiettivi, superando gli inevitabili ostacoli della vita grazie ai suoi punti di forza interiori. Forse per questo la giacca che indossa si chiama Olimpia, come la regina degli dei.

La mostra

A raccontare l’attenzione di Max Mara verso la forza creativa femminile è anche la mostra “Time for Women! Empowering Visions in 20 Years of the Max Mara Art Prize for Women”, dal 17 aprile al 31 agosto nella meravigliosa cornice di Palazzo Strozzi. Promossa da Fondazione Palazzo Strozzi e Collezione Maramotti, la mostra celebra i 20 anni del Max Mara Art Prize for Women, il prestigioso premio artistico nato in collaborazione con la londinese Whitechapel Gallery. La mostra è l’occasione per vedere riuniti insieme i progetti concepiti dalle nove artiste vincitrici durante la loro residenza in Italia, passaggio centrale del premio: Margaret Salmon, Hannah Rickards, Andrea Büttner, Laure Prouvost, Corin Sworn, Emma Hart, Helen Cammock, Emma Talbot e Dominique White. Nove artiste che, emergenti al momento della nomina, si sono poi affermate nel panorama artistico internazionale e le cui opere in mostra a Firenze, tra quadri, sculture, video e installazioni, riflettono su tematiche importanti come l’identità, la memoria, il corpo, la società e la politica.

Il Premio cinematografico

Impossibile, infine, non parlare del “Women In Film Max Mara Face of the Future Award®”, inaugurato nell’edizione 2006 di Women in Film ai Crystal + Lucy Awards. Women In Film è l’organizzazione no profit che dal 1973 si impegna nella promozione delle pari opportunità e sostiene i progetti di attrici e registe. Anche in questo caso, l’attenzione è tutta sul lavoro e sul talento di donne straordinarie, giovani attrici non ancora famose ma giunte a un punto di svolta della loro carriera e che si distinguono anche per il loro impegno. Dal 2006 a oggi, Max Mara ha così voluto riconoscere il talento umano e professionale di attrici come Yara Shahidi, Lili Reinhart, Zazie Beetz, Gemma Chan, Elizabeth Debicki, Alexandra Shipp, Zoey Deutch, Natalie Dormer, Kate Mara, Rose Byrne, Hailee Steinfeld, Chloë Grace Moretz, Katie Holmes, Zoë Saldana, Elizabeth Banks, Ginnifer Goodwin, Emily Blunt e Maria Bello. L’ultima vincitrice? La protagonista di A family Affair e Uglies, la giovane attrice americana Joey King.

Elena Salmistraro

1

Legno, ceramica, tessuti: nel tuo lavoro hai sperimentato quasi ogni tipo di materiale. Con quali ti trovi più a tuo agio e con quali vorresti ancora misurarti?

«Nel mio percorso professionale, ho avuto la fortuna di esplorare una vasta gamma di materiali, ognuno con le proprie peculiarità e potenzialità espressive. La ceramica, per esempio, mi ha sempre affascinato profondamente, sia per la sua straordinaria versatilità che per la sua capacità di trasformarsi in forme che raccontano storie antiche pur essendo estremamente moderne e attuali: per me è diventato un materiale quasi familiare. Il legno, con il suo calore naturale e la sua storia intrinseca, è un materiale che amo perché ha il potere di dialogare con il tempo, aggiungendo una dimensione di continuità alle creazioni. E poi ci sono i tessuti, che con le loro texture e colori riescono a dare una sensazione intima e sensoriale che trovo molto interessante da esplorare. Allo stesso tempo, però, sono sempre alla ricerca di nuove sfide e nuove sperimentazioni: mi entusiasma l’idea di scoprire materiali diversi, con la voglia di mettermi alla prova e di esplorare linguaggi creativi».

2

Di recente hai realizzato una collezione di ceramiche che omaggia i grandi designers, tutti ben riconoscibili anche dalle montature degli occhiali. Secondo te, dunque, più che un semplice accessorio, gli occhiali sono un elemento di distinzione?

«Per la collezione “Most Illustrious” ho scelto di rendere omaggio ai grandi designer attraverso forme e dettagli che riflettono il loro lavoro, subito riconoscibili. Le montature degli occhiali sono state per me un elemento chiave in questo progetto, poiché non solo nascondono gli occhi, una parte molto complessa ed espressiva del volto, ma sono anche un simbolo di distinzione. Gli occhiali, infatti, sono molto più di un semplice accessorio funzionale, diventano un segno distintivo, una firma personale che definisce lo stile di chi li indossa. In questo progetto nello specifico, rappresentano una dichiarazione di identità, trasformando un oggetto quotidiano in un elemento che racconta chi siamo, un vero marchio di fabbrica che rende straordinario l’ordinario».

3

A te che da sempre disegni e progetti immergendoti nei colori, è inevitabile chiedere: come ti immagini una collezione eyewear?

«In effetti ho già avuto l’opportunità di disegnare degli occhiali, anche se purtroppo la pandemia ha interrotto il progetto. Quando penso a un paio di occhiali non li immagino mai come un oggetto che serve solo a proteggere gli occhi, ma a qualcosa che diventa anche uno strumento di espressione personale. Mi attraggono molto le forme audaci, quelle che riescono a catturare l’attenzione senza risultare mai troppo invasive. Anche il colore gioca un ruolo fondamentale perché vorrei che riuscisse a trasmettere delle sensazioni, ma con un equilibrio tale da non essere mai eccessivo o fastidioso. E infine, ciò che non dovrebbe mai mancare a una montatura sono i dettagli inaspettati. Piccoli tocchi che rompono gli schemi e sfidano le etichette, per dare a ogni pezzo una personalità unica ed autentica».

Camilla Ferrari

1

È possibile comunicare in modo efficace un prodotto senza mai mostrarlo ma interpretando i valori del brand, come ti è stato chiesto per il progetto WEB EYEWEAR – Framing Light?

«Senz’altro è il modo più interessante per farlo e, in questo caso, mi ha permesso di restare fedele al mio stile narrativo, da sempre particolarmente attento ai legami emotivi tra l’oggetto e la persona, per riuscire a cogliere le sfumature di un’emozione. Il mio lavoro può essere definito a metà tra contemplativo e narrativo, una ricerca fatta dall’incrocio tra osservazione e istinto».

2

A cosa ti sei ispirato per declinare concetti come trasparenza, gusto e quiet luxury?

«Ho intitolato questo lavoro “cartoline da un sogno” perché ho cercato di approcciarmi a questi concetti sia lavorando sul significato letterale delle parole sia sulle atmosfere. Sono partita dal valore del gusto, declinato in un viaggio mediterraneo, estivo, cercando di coglierne i risvolti poetici e le piccole gestualità che -se non venissero fotografate- andrebbero perdute. Per la trasparenza ho giocato sulla possibilità di “vedere attraverso”, dunque attraverso l’acqua, un vetro, un riflesso. Per il valore del Quiet Luxury, infine, mi sono lasciata ispirare dal significato latino di “luxus”, che si riferisce anche al rigoglio della natura, alla prosperità naturale, attraverso immagini che sembrano le impressioni di un sogno notturno».

 

3

Quale, tra tanti, è stato lo scatto più sfidante?

«Ogni fotografia è frutto di un progetto che coinvolge molti aspetti, a partire dal mio pensiero fino alla ricerca di luoghi, soggetti e luci, dunque è sempre un po’ una sfida, soprattutto quando lavori all’aperto e sei sottomesso alle variazioni atmosferiche e climatiche. Per tutte queste ragioni è stato sfidante e stimolante lavorare sul concetto di trasparenza utilizzando l’acqua».