Yao Hongying

Una delle qualità più affascinanti dei ricami di Suzhou è la lucentezza cangiante dei fili di seta che li compongono. Come riesce a portare la luce nei tuoi ricami?

«La lucentezza nasce dal modo in cui si lavorano i diversi fili di seta: se il pensiero procede senza intoppi, allora l’opera avrà sicuramente la luce. Per noi l’anima del ricamo di Suzhou è racchiusa proprio nel flusso e nei cambiamenti di luce sulla superficie che entrano in risonanza con le emozioni di chi li realizza. Mentre i fili di seta passano attraverso la cruna dell’ago, la loro lucentezza cambia sottilmente a ogni variazione di angolazione e tensione: ora morbida come acqua che scorre, ora radiosa come nuvole al tramonto».

 

Non crede che il tema della luce costituisca un punto di affinità tra suoi ricami e il mondo dell’eyewear?

«La lucidatura delle finiture di una montatura e la rifrazione delle lenti trasformano un paio di occhiali da strumento per vedere in un’opera da ammirare: il gioco tra luce e ombra sui materiali comunica emozioni e personalità. In fondo, in modo diverso, cerchiamo entrambi di esplorare la luce. Quando imparavamo a ricamare, la nostra insegnante ci faceva un esempio molto efficace: per vedere un fiore o una foglia, bisogna prima conoscerne le venature e le nervature. Se si vuole ricamare un ritratto, bisogna prima coglierne l’essenza e il fascino. Bisogna comprenderlo e immaginarlo. Lo stesso principio si applica al design degli occhiali: non si tratta solo di aiutare a vedere bene, ma di realizzare un’opera viene vista e apprezzata dagli altri».

In definitiva, cosa rende davvero unico un ricamo in seta?

«Il fatto che ogni filo racchiude la comprensione del soggetto da parte della ricamatrice, la sua venerazione per la bellezza. Perché ciò che veramente commuove il cuore non è mai la luce in sé, ma l’emozione incrollabile che le dona calore».