Alessandro Vai

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Allo IEO stai lavorando a una ricerca sul ruolo di alcune particolari proteine: in che modo il tuo studio potrà contribuire a combattere il cancro?

«Le proteine di cui mi sto occupando si chiamano “istoni”, molto importanti nel controllare vari processi cellulari. Si è visto che queste particolari proteine hanno un ruolo considerevole anche nell’insorgenza del cancro perché i geni che regolano sono aberranti, quindi studiando gli istoni è possibile raggiungere una conoscenza più approfondita dei meccanismi molecolari che sono alla base del cancro».

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Quando e perché hai capito di voler intraprendere la carriera di ricercatore in questo particolare ambito?

«Ho capito di voler fare il ricercatore fin da quando ero alle superiori, dove ho avuto la possibilità di passare un breve periodo in un laboratorio di ricerca: lì mi sono innamorato della passione che ricercatori mettono nel loro lavoro, così ho deciso di proseguire su questa strada. Tuttora la ricerca mi piace, perché mi permette di affrontare nuove sfide nel tentativo di risolvere quesiti che al momento non sono ancora stati chiariti».

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Grazie ad AIRC 5000 i ricercatori quest’anno sono al lavoro per combattere il cancro: quali sono le nuove sfide da affrontare?

«Secondo me oggi la sfida più importante per la ricerca riguarda la medicina personalizzata perché si è visto che i pazienti rispondono in maniera differente alle terapie. E oggi abbiamo accesso a un sacco di informazioni, come quelle derivanti dal sequencing del DNA, che possano aiutare a definire cure su misura per i pazienti, migliorando così l’efficacia della terapia».

Summer is a State Of Mind: ic! berlin SS25

Stile senza confini: l’energia di Bangkok incontra Berlino

La campagna Primavera/Estate 2025 è stata realizzata nella vibrante metropoli thailandese di Bangkok. Questa città riflette molte delle caratteristiche di Berlino: contrasti che si incontrano, un’energia pulsante e un mix eclettico da cui nascono nuove idee. L’individualità e il pensiero anticonvenzionale sono valori fondamentali sia a Bangkok che nel laboratorio berlinese di ic! berlin, dove questi principi vengono portati avanti con passione sin dalla fondazione del brand. La collezione Primavera/Estate 2025 celebra il momento e il coraggio di essere diversi, incoraggiando l’espressione dello stile personale e l’autenticità all’interno di una comunità aperta e inclusiva: lo spirito della famiglia globale di ic! berlin.

Leggerezza e innovazione: il design senza tempo di ic! berlin

Questa stagione è un invito a lasciarsi andare e vivere con leggerezza. Il team di design di Berlino ha reinterpretato le forme rétro trasformandole in modelli ultra-leggeri e minimalisti: montature cat-eye, ovali, pentagonali e persino eptagonali. Questi design, caratterizzati da dettagli tecnici innovativi, linee raffinate ed estrema leggerezza, si adattano perfettamente a qualsiasi stile personale.

ic! berlin utilizza solo materiali selezionati con la massima cura, come l’acciaio inossidabile laminato a freddo proveniente dalla Germania e l’acetato a base di cotone dall’Italia. Il risultato sono modelli dal design senza tempo e di alta qualità, pronti per ogni stile di vita.

Colori esclusivi: eleganza e carattere in ogni sfumatura

Gli occhiali da sole e da vista di questa stagione si distinguono per colori PVD sapientemente composti e tonalità di acetato intense e profonde. Ogni modello della collezione presenta accenti cromatici delicati, che ne esaltano l’eleganza e l’unicità. Il team di designer e gli specialisti interni di ic! berlin hanno sviluppato una palette esclusiva di nuove tonalità, tra cui Shiny Aubergine, un colore PVD realizzato internamente, e Habanero, un laccato rosso intenso. Inoltre, la collezione introduce una nuova sfumatura per le lenti: Pineapple Gradient Polarized. Per chi desidera un tocco di freschezza estiva, la gamma include anche montature in acetato nel nuovo colore Deep Ocean, un blu profondo e affascinante.

Alessandro Zoppa

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Tu lavori da anni nel settore dell’Eyewear e del lusso: quali sono oggi le sfide per chi si occupa del design di questo particolare accessorio?

«La prima riguarda senz’altro la maggiore attenzione e competenza dei consumatori, che si traduce per noi in una sempre più grande attenzione ai dettagli e alla qualità artigianale del lavoro. Non solo. Oggi è importante anche puntare su una dimensione circolare, non lineare, del pensiero e del lavoro. Vuol dire progettare in modo consapevole, facendo attenzione a tutti gli aspetti del ciclo produttivo: dalla sostenibilità dei materiali all’impatto sul territorio, dalla qualità del prodotto alla sua durata nel tempo».

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In queste settimane ha debuttato la nuova collezione di WEB EYEWEAR, uno dei progetti che hai seguito personalmente: in cosa si caratterizza questa nuova linea?

«La collezione nasce al termine di un percorso di ricerca durato circa tre anni, a partire dalla storia importante che questo brand porta con sé, e che è approdato all’essenza dei suoi valori fondamentali. Primo tra tutti quello di voler “essere” piuttosto che “apparire” con, in più, il tema della trasparenza, che abbiamo declinato nel design tridimensionale dell’asta. Non a caso il marchio WEB EYEWEAR è scelto soprattutto da chi, nella vita, è più attento alla sostanza che all’apparenza e sa che questo è un prodotto elegante, destinato a durare nel tempo, frutto di un pensiero progettuale attento e approfondito. È come nell’abbigliamento: acquisti un certo abito perché ti riconosci in una certa visione, ti appartiene, è quella che ti permette di esprimere al meglio la tua personalità».

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Da creativo, come hai vissuto la campagna che ha portato alla mostra-evento Framing Light e il coinvolgimento di cinque fotografi attorno ai tre valori di WEB EYEWEAR?

«È stata una bellissima sfida, qualcosa che non era mai stato fatto prima nel mondo dell’Eyewear, e la grande affluenza del pubblico ci ha dato ragione: oggi c’è bisogno di esperienze che permettono di far dialogare un prodotto e la sua filosofia con l’arte, ma senza legarsi al prodotto. In questa mostra è stata la fotografia, ma mi auguro che in futuro si possano creare nuove connessioni con filosofi, musicisti o magari chef, personalità che possano regalare al pubblico un momento di bellezza, riflessione, poesia. I valori che sono stati trasmessi all’interno di Framing Light, poi, riassumono lo stile della collezione WEB EYEWEAR, nella quale eleganza e semplicità sono i pilastri portanti. Un’operazione “cult”, cioè culturale ma anche destinata a fare tendenza, come il debutto di un “fuorisalone” del mondo dell’Eyewear».

Stefano Guindani

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È possibile comunicare in modo efficace un prodotto senza mai mostrarlo ma interpretando i valori del brand, come ti è stato chiesto per il progetto WEB EYEWEAR-Framing Light?

«La sfida e l’opportunità di questo progetto è stata proprio cercare di interpretare questi tre concetti, trasparenza, gusto e quiet luxury, senza far vedere gli occhiali. E farlo evitando di essere didascalico. Ma in generale io lavoro così, cerco sempre di fotografare i prodotti fashion senza perderne di vista il valore poetico, di costruire qualcosa di artistico che possa far sognare: quando succede è lo scatto perfetto, che parla di un’eleganza mai urlata».

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A cosa ti sei ispirato per declinare concetti come trasparenza, gusto e quiet luxury?

«Per il “gusto”, parola che possiamo associare al food ma anche al senso estetico, ho voluto evocare il gusto molto italiano per la bellezza e per l’arte, la manualità, il saper creare, attraverso le mani sporche di gesso di uno scultore al lavoro. Le saline di Marsala, invece, dove l’acqua è tinta di rosa per via di una particolare alga e, al tramonto, sembra quasi fluorescente, sono state la location perfetta per parlare di trasparenza legata alla natura, come anche nello scatto che immortala il volo degli aironi sull’acqua. Per il lusso, invece, ho scelto di fotografare una ragazza seduta all’aria aperta, assorta nella lettura di un libro per sottolineare come oggi il vero lusso sia potersi prendere del tempo per sé, per immergersi nella lettura, per pensare».

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Quale, tra tanti, è stato lo scatto più sfidante?

«Le foto più impegnative sono state proprio quelle scattate alle saline perché non sapevo se avrei trovato la luce giusta, l’atmosfera perfetta per evocare il concetto di trasparenza perché questo dipendeva moltissimo dalle condizioni del tempo che avremmo incontrato. Abbiamo dovuto aspettare qualche giorno, ma alla fine la luce giusta è arrivata».

Marcolin Germania festeggia 40 anni

Un viaggio iniziato nel 1985

Prima a Lörrach, poi a Ludwigsburg – deliziose località del Baden-Württemberg – infine a Colonia: sono le tappe del percorso di Marcolin in Germania. Un viaggio iniziato nel 1985, esattamente 40 anni fa, con una piccola filiale e una manciata di giovani collaboratori, e approdato nel 2017 nel cuore della capitale economica, storica e culturale della Renania come Marcolin Deutschland GmbH. Diventando una realtà vivace e ben radicata nel territorio che oggi conta più di 50 collaboratori (molti dei quali in azienda da più di 25 anni), coordinati dal responsabile North EMEA Stephan Hinkerode.

Il legame con i brand tedeschi

Il giro di boa dei 40 anni è l’occasione per aprire l’album dei ricordi ma anche quella per sottolineare il ruolo chiave avuto dalla filiale tedesca per l’espansione nella regione EMEA del business di Marcolin. E per il consolidamento del legame con tre iconici brand made in Germany dello sportswear e del lusso all’interno del portfolio del Gruppo di Longarone: adidas (con le due linee Sport e Originals), MCM e, più di recente, l’house brand ic! berlin.

La parola ai collaboratori

Le testimonianze dei collaboratori di Marcolin Deutschland confermano il successo di un progetto nato negli anni Ottanta e rimasto fedele al progetto di una realtà innovativa, internazionale e in continua evoluzione. Favorendo la crescita continua dei collaboratori. Lo confermano le parole di Lydia Müller e Manuela Becker, entrambe in Marcolin dal 1999 come responsabili delle vendite, o di Frank Riethmüller, entrato in azienda diciotto anni fa per occuparsi di budget e collezioni e oggi analista e pianificatore delle vendite. «In Marcolin abbiamo imparato molto e abbiamo avuto la possibilità di sviluppare liberamente le nostre competenze. È un piacere far parte di questo team e di questo grande Gruppo».

Marcolin talk torna a Milano

Dall’introspezione al prodotto

«Partecipo volentieri a questa serata perché siamo all’interno di un progetto in cui ci sono molto pensiero e molta creatività» ha esordito Andrea Batilla, sul palco per incontrare i cinque fotografi in mostra (Stefano Guindani, Camilla Ferrari, Giulia Mantovani, Niccolò Parsenziani e Gaia Bonanomi), lo scrittore pubblicitario, direttore creativo e fondatore dell’Osservatorio Civic Brands Paolo Iabichino e Lara Marogna, Group Style & Product Development Director di Marcolin. È proprio quest’ultima a spiegare in che modo Framing Light arrivi al termine di un processo di smaterializzazione del brand WEB EYEWEAR, con una storia iniziata negli anni Trenta. «Per cominciare, ci siamo concentrati sul cliente, chiedendoci quale fossero la sua personalità, i suoi interessi, le sue abitudini. Poi, dopo questa indagine introspettiva, siamo arrivati alla sintesi dei tre valori illustrati in mostra da questi cinque fotografi italiani: gusto, trasparenza e quiet luxury».

Il valore della trasparenza

È sulla trasparenza che, in particolare, ci si è soffermati nel corso del talk. Merito della sua doppia valenza perché può riferirsi al materiale come alla virtù. «Per tradurne il valore nella concretezza di una montatura abbiamo realizzato una collezione che gioca su un effetto di trasparenza un po’ nascosto, da cogliere nell’attimo, proprio come fa un fotografo in attesa della luce giusta per scattare» ha spiegato Lara Marogna. Ed è proprio sul valore che ha oggi la fotografia che Paolo Iabichino ha ripreso il discorso. «Ho sempre considerato la fotografia, anche quella pubblicitaria, un fatto artistico. E credo che oggi abbia ancora valore solo se liberata dalle “grinfie” della pubblicità, se rispettata nei suoi codici semantici, come è avvenuto per un progetto come quello di questa mostra».

La scelta di un occhiale

«Occorre dire che, su queste tematiche, la moda fa scuola da tempo, grazie al suo impegno nella produzione di contenuti, di progetti culturali che cerchino di colmare il deficit dell’attenzione causato da Internet» conclude Paolo Iabichino. E se per fortuna oggi l’influencer con in mano un prodotto non funziona più, come catturare l’interesse del pubblico?  «Essere un brand che entra e risuona con la vita delle persone, che viene scelto, non comprato. Solo così un occhiale può essere scelto: perché indossarlo equivale a dire al mondo qualcosa di te».

Marcolin a MIDO

1200 espositori

Sette padiglioni, otto aree espositive per 1200 espositori provenienti da 50 Paesi diversi e l’attesa di oltre 40.000 visitatori di 160 nazioni. Sono i numeri della 53ma edizione di MIDO Eyewear Show, a Milano dall’8 al 10 febbraio. Ad andare in scena, l’intera filiera produttiva dell’universo eyewear: lenti, montature, astucci, accessori ma anche novità tech, start-up, workshop e incontri con i professionisti. L’occasione ideale per conoscere gli ultimi trend e, soprattutto, le novità luxury, che nell’eyewear, come conferma l’ultima ricerca di Altagamma, è tra i comparti che sta crescendo di più.

MIDO 2025

Novità Louboutin

L’occasione perfetta per il debutto nell’eyewear di uno dei brand più iconici di calzature e accessori del lusso: Christian Louboutin. Che, nell’elegante stand di Marcolin, presenterà la montatura ovale di “Miss Z”, un modello dal design sofisticato e dall’eleganza un po’ retrò, con il frontale in acetato decorato da piccoli elementi metallici che riproducono le iconiche suole rosse, un delicato motivo a palmette sul ponte in metallo e le aste di chiara ispirazione Art Déco. Dettagli pensati da Marcolin per esaltare lo stile unico, artistico e raffinato, di questo brand.

MIDO 2025

Nuove tendenze

Molte però le tendenze che Marcolin presenterà a Mido 2025. Come le linee geometriche dell’ultimo occhiale K-Way, caratterizzato da strati di colore sul frontale e dall’iconica K sulle aste. E poi Pucci, con montature che traducono nell’acetato i colori e le linee rese celebri dai suoi abiti; le montature ampie e dal profilo sofisticato dell’estetica Max Mara, con modelli che uniscono acetato e metallo; spiccano poi gli occhiali di Zegna con il modello Orizzonte e l’eleganza di TOM FORD, in modelli rigorosamente oversize.

MIDO 2025

La mostra Framing Light

Cinque sguardi diversi

Ci sono le impressioni tra natura, luce e silhouette di Gaia Bonanomi, la poetica giocata tra sfumature e colori di Camilla Ferrari, la potenza enigmatica delle immagini di Stefano Guindani, l’estetica pulita e cinematografica di Giulia Mantovani e l’ironico urban-style di Nicolò Parsenziani. Cinque fotografi, cinque sguardi diversi per età, esperienze e formazione, riuniti insieme in occasione della mostra “one shot event” Framing Light: Exploring the Essence of Vision through Italian Photography, aperta al pubblico solo l’8 febbraio, dalle 13 fino alle 22, all’interno del Salone dei Tessuti, prestigiosa location degli anni Venti in via San Gregorio a Milano.

Foto Fotografi Mostra Framing Light

Una mostra innovativa

Un appuntamento fortemente voluto da Marcolin per raccontare i tre valori della collezione WEB EYEWEAR, house brand del Gruppo: gusto, trasparenza e quiet luxury, attraverso le immagini di cinque professionisti della fotografia.  E un’esposizione che mette in scena i frutti di una piccola sfida, quella di riuscire a raccontare l’essenza di un brand senza mai mostrarne i prodotti, riuscendo ad andare oltre il concetto tradizionale di eyewear marketing. I cinque fotografi coinvolti, superando il confine della fotografia pubblicitaria, hanno evocato emozioni e raccontato storie poetiche e “aperte”, che i visitatori potranno fare proprie e interpretare.

Foto Fotografi Mostra Framing Light

L’appuntamento con il talk

Una mostra che segue una vision contemporanea e flessibile che, la sera del 7 febbraio, sarà raccontata attraverso un talk in occasione di un evento privato organizzato da Marcolin. Un appuntamento che vedrà dialogare i cinque autori degli scatti in mostra, la Creative Director di Marcolin Lara Marogna e lo scrittore pubblicitario Paolo Iabichino, con la moderazione del fashion designer e consultant Andrea Batilla. L’occasione giusta per cogliere sguardi, tendenze e suggestioni legati al mondo dell’eyewear, proprio a partire da tre parole. I valori più importanti di questo brand.

 

Foto Fotografi Mostra Framing Light

Stephan Hinkerode

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Hai sempre lavorato allo sviluppo di brand di lusso finché, nel 2016, sei approdato in Marcolin, prima come responsabile dell’area tedesca, poi anche di UK e Paesi Nordici. Paesi differenti che hanno richiesto strategie diverse?

«Ho cominciato a lavorare in Marcolin come manager generale responsabile dell’area DACH, cioè Austria, Svizzera e Germania e, dopo alcuni anni, ho assunto la leadership anche per i Paesi nordici e il Regno Unito. Approcciare mercati così diversi è una bella sfida, perché devi guardare oltre a ciò che è il brand core e conoscere i diversi approcci, i bisogni e le preferenze di ogni singolo mercato. Ricordando però che, nel tempo, tutti i mercati cambiano parecchio, specialmente per quanto riguarda i bisogni e il comportamento dei clienti».

 

Stephen Hinkerode
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Quanto sono cambiati negli anni questi mercati, così strategici per il settore dell’Eyewear?

«Moltissimo, basta solo pensare alla digitalizzazione e ai molti campi d’azione diversi che ha consentito. Oggi, per esempio, i clienti hanno diverse opzioni online, quindi possono prendere le decisioni in modo un po’ più veloce e sicuro. Allo stesso tempo, però, amano ancora andare nei negozi e avere un’esperienza personalizzata in-store: questo continua ad avere grande importanza».

Stephen Hinkerode
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Quali saranno le principali sfide da affrontare nel 2025?

«Secondo me, la prima sarà riuscire a mantenere l’equilibrio fra innovazione e attenzione al cliente, in modo da raggiungere gli ottici, i diversi store e, di conseguenza, i nostri clienti finali. Un’altra sfida riguarda l’ottimizzazione digitale, tema da sempre caro a Marcolin tanto che l’ultima funzione attivata sul sito permette ai clienti di contattarci in qualsiasi orario. Per noi è meraviglioso poterci rapportare con loro anche quando non siamo in ufficio, e questo sarà il centro della nostra missione anche nel 2025: diventare i partner di fiducia di tutti gli ottici per la fornitura di occhiali».

Stephen Hinkerode

GUESS sulla neve

Nel cuore delle Alpi

Zermatt, Cortina e Gstaad: sono le tre iconiche località turistiche invernali tra Italia e Svizzera, nel cuore delle Alpi, che GUESS ha scelto per il GUESS Winter Project 2024, l’evento che, per il secondo anno, porta il brand nelle più affascinanti località alpine. E lo fa con pop-up store, location instagrammabili (come l’altalena gigante firmata GUESS ) e la Winter Ski Capsule, una capsule collection di abbigliamento con gli immancabili occhiali by Marcolin.

Guess winter 2024/2025

Sfilata a 3.000 metri

Dopo i suoi esclusivi beach club di quest’estate, GUESS passa così all’alta quota portando il suo inconfondibile tocco glam anche su piste e impianti di risalita. E perfino sui 3.000 metri d’altezza di Glacier 3000, la più famosa stazione alpina della Svizzera, dove si è tenuta una sfilata mozzafiato, con 20 modelli a percorrere la leggendaria Peak Walk, il ponte sospeso tra due vette che offre una vista circolare sulle cime innevate alte più di 4000 metri, dall’Eiger, alla Jungfrau, dal Cervino al Monte Bianco.

Guess Winter 2024/2025

Mostre e pop-up store

Ma le iniziative ideate da GUESS per questa stagione non finiscono qui. Tra queste, la collaborazione con l’Iglu-Dorf Village, il romantico hotel scavato nella neve, e ricreato ogni anno da artisti e designer, con il nuovo igloo “In the Heart of Ice”. Un luogo magico dove visitare una mostra iper-immersiva arricchita da elementi nostalgici a tema montano e prodotti Fashion e Home firmati GUESS . In più, dopo il successo dello scorso anno a Cortina, sono stati inaugurati due pop-up store invernali nel cuore di Gstaad, elegante località a 1.050 metri sul livello del mare, uno dei quali presso l’hotel a cinque stelle Le Grand Bellevue, punto di riferimento per gli habitué di questa località esclusiva.

GUess winter 2024/2025